Intervista esclusiva ad Antonio Dell'Oglio: "La Fiorentina mancava nel collettivo, bravo Vanoli a crearlo. Milan-Juventus vale più dei tre punti. Complimenti a questa Juve Stabia! L'Ascoli? Restano ancora 90 minuti..."
Intervista esclusiva della nostra Redazione ad Antonio Dell'Oglio. Cresciuto nelle giovanili dell'Inter, debutta da professionista in Serie C2 con il Pavia, poi con il Trento in Serie C1; esordisce in massima serie nel 1983 con la maglia dell'Ascoli, militando con bianconeri marchigiani per sei stagioni; nel 1989 approda alla Fiorentina, con la quale disputa quattro campionati di Serie A. In sequenza, prosegue con Monza (una stagione in Serie B), Juve Stabia (due stagioni in Serie C1), Turris (una stagione in Serie C2), di nuovo Ascoli (una stagione in Serie C1), ancora Turris (una stagione in Serie C2).

Intervista esclusiva della nostra Redazione ad Antonio Dell'Oglio. L'ex calciatore ha rilasciato le proprie opinioni a riguardo del rush finale dell'attuale Serie A, soffermandosi, in particolare, sul club con cui ha contraddistinto la propria carriera: la Fiorentina. Considerazioni interessanti anche sulle squadre che risultano maggiormente invischiate per la permanenza in massima serie, la Cremonese e il Lecce, oltre che sull'ultima giornata del Girone B di Serie C in cui una tra Arezzo e Ascoli verrà promossa in cadetteria.
Antonio, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.
La Fiorentina pareggia sul campo del Lecce e tiene lontana la terzultima posizione di 8 punti. Paolo Vanoli, nel post gara di "Via del Mare", ha anche dichiarato che da Albert Gudmundsson "ci si aspetta sempre qualcosa in più". Oltre all'islandese, chi sta mostrando più difficoltà e chi, invece, sta andando oltre le aspettative?
Puntare il dito soltanto verso un singolo, sinceramente, non è bello. Quando avvengono situazioni strane e complicate, com'è accaduto in questa stagione, è giusto che le colpe e le responsabilità siano suddivise tra tutti. Sono state spese molte energie nervose nella seconda parte del campionato ed è stata presa per i capelli un'annata che sembrava destinata a fallire malamente.
Mancano cinque partite e non è ancora finita, bisogna fare un altro piccolo sforzo per raggiungere un obiettivo che sembrava proibitivo fino a qualche mese fa, per poi archiviare in fretta questa stagione e pensare subito al futuro. Peccato anche per la Conference League, ma la Fiorentina ha dato tutto quello che poteva contro un Crystal Palace meritevole di andare avanti nel doppio confronto.
Direi che tutti, Vanoli in particolare, sono stati davvero molto bravi a capire la gravità della situazione che si era creata e a creare quel collettivo che non era riuscito a venire fuori fino allo scorso dicembre. Guardando ai singoli, mi è piaciuto molto Ndour, un ragazzo giovanissimo con ampi margini di crescita, come pure lo stesso Fagioli, ma quello che più mi ha sorpreso è stato Parisi, perché ha avuto un'evoluzione rapida ed è stato importante in molte partite. Sono contento per lui.
Qual è stata la gara di campionato che ha dato consapevolezza alla Fiorentina per iniziare una rimonta che si apprestava a essere assai ardua, quando era ultima con 6 punti?
Credo che la voglia di cominciare sul serio la rincorsa sia scaturita dalle vittorie contro la Cremonese, sia all'andata che al ritorno, perché poi si sono susseguiti dei risultati utili consecutivi fondamentali, anche se nel mezzo di queste due partite c'è stata una sequenza altalenante che ha messo in apprensione per un bel po'. Sapevo che sarebbe stata molto dura, ma il numero di partite ancora da giocare mi lasciava fiducioso. Il valore di questa Fiorentina non è certo quello di una squadra chiamata per salvarsi e non è un caso che la qualità, man mano, è venuta fuori.
Ho vissuto quattro anni in questa splendida piazza e ho ancora vivo il ricordo di quel 1990 in cui fu fatto un percorso bellissimo in Coppa UEFA, mentre in campionato la squadra arrivò all'ultima giornata per evitare quella che sarebbe stata una clamorosa retrocessione. Quando meno te l'aspetti, nascono delle annate che, per una serie di motivi, vanno in una direzione pericolosa e non si riesce a capire il perché.
Questa società ha anche la fortuna di avvalersi di un direttore sportivo tra i migliori della Serie A e credo che sia già all'opera con il solo obiettivo di allestire una squadra che possa veramente dare belle soddisfazioni alla città di Firenze.
Paolo Vanoli meriterebbe di continuare il progetto tecnico della Fiorentina anche per la prossima stagione?
Non bisogna dimenticarsi che Vanoli è arrivato a Firenze accettando una sfida che avrebbe messo in difficoltà qualsiasi allenatore. Sta portando questa squadra verso una salvezza che sembrava proibitiva, per cui gli va dato pieno merito per essere riuscito a far emergere ogni giocatore. Tutto dipenderà dalla società e dagli obiettivi che vorrà raggiungere, oltre a individuare chi vorrà restare e chi no, per cui ci sarà un confronto diretto anche con lui.
Se dipendesse da me, lo confermerei anche per la prossima stagione, perché a me piace e ha dimostrato di essere un bravo allenatore.
Prima dell'arrivo di Luciano Spalletti, si paventava un mancato piazzamento della Juventus tra le prime quattro della Serie A. Alla prossima, c'è la sfida del "Giuseppe Meazza" contro il Milan che può essere fondamentale per la contesa del secondo posto. Quale gara ci si aspetta e quali sono le considerazioni personali sul campionato di entrambe?
Sarà una partita molto sentita, non soltanto per i tre punti in palio; c'è da onorare sia il blasone per una classica del campionato che l'immagine di due club che desiderano riscattarsi. Un secondo posto rappresenta sempre un piazzamento di prestigio, se si considera che l'Inter ha lo scudetto in tasca ed è stata superiore a tutte le altre. La differenza potrà farla anche soltanto un episodio, per cui mi aspetto di vedere una gara giocata a viso aperto, ma piuttosto equilibrata.
Sono rimasto sorpreso da questo Milan, perché non pensavo che potesse stare là, in alto; c'è stato un profondo rinnovamento nella rosa e nello staff tecnico e il plauso più grande va ad Allegri, il quale si è adoperato non poco per inventarsi soluzioni nuove per rendere al meglio la sua squadra.
Anche dalla Juventus non mi sarei aspettato questo balzo in avanti, perché l'inizio di stagione è stato piuttosto in sordina e la squadra sembrava piuttosto sfiduciata; poi, si è vista la mano di un grande allenatore, qual è Spalletti, che ha dato tanta carica all'ambiente e ha rivitalizzato un bel po' di giocatori.
Tra Cremonese e Lecce, terzultime ex aequo a 28 punti, quale ha più possibilità di permanenza in Serie A?
Credo che, a oggi, nessuno possa dare una risposta certa, perché sarà una lotta incertissima fino all'ultimo secondo; entrambe hanno un calendario insidioso, per cui è difficile fare pronostici. Il Lecce è una squadra che mi è simpatica e ha un mister, Di Francesco, che a me piace molto; anche la Cremonese ha delle buone individualità e ha disputato una stagione dai due volti che ha meravigliato nel bene e nel male; le motivazioni saranno altissime per entrambe e restano da giocare cinque finali.
Senza nulla togliere alla Cremonese, spero che potrà essere il Lecce a regalarsi questa grandissima soddisfazione.
Nonostante le difficoltà e le incognite sul fronte societario, la Juve Stabia sta onorando il proprio impegno sul campo, con un settimo posto provvisorio che garantirebbe l'accesso ai playoff. Quanto è rimasto sorpreso dalla squadra allenata da Ignazio Abate e fin dove crede che potrà spingersi?
Credo che la Juve Stabia sia la rivelazione di questa Serie B. Vanno fatti i complimenti a tutti, a cominciare dal mister che si sta togliendo una grande soddisfazione personale. È davvero un bellissimo spot per il calcio vedere che ci sono dei ragazzi che lottano per un traguardo prestigioso come quello dei playoff, pur essendo a conoscenza di vicissitudini societarie che lasciano con il fiato sospeso. Non mi sarei aspettato di vederla a ridosso delle prime, ma sono felice di questo risultato, tra l'altro meritatissimo.
A tre giornate dal termine, è sempre più probabile che si tratti di un coast to coast tra Monza e Frosinone per il secondo posto in campionato, che equivarrebbe alla promozione diretta in Serie A. Quale delle due ha più possibilità di aggiudicarselo?
Sono due belle squadre e meriterebbero entrambe di essere promosse. Resta un calendario insidioso sia per il Monza che per il Frosinone, difficilissimo fare calcoli; purtroppo, una soltanto andrà direttamente in A, perché credo proprio che il primo posto sia già del Venezia, una squadra che merita ampiamente di vincere il campionato, oltre a essere contento personalmente per il mio amico, Giovanni Stroppa.
Ancora 90 minuti, prima della conclusione del campionato di Serie C. Oltre che per l'Ascoli, tiferà per una volta anche per la Torres, prossima avversaria dell'Arezzo?
Sarei felicissimo se l'Ascoli esaudisse questo sogno della promozione diretta, perché questa maglia mi ha dato tantissimo e resterà sempre nel mio cuore.
L'Arezzo ha una grandissima occasione e la sfrutterà in casa, di certo un fattore non da poco, ma affronterà una Torres che sarà chiamata a fare risultato a tutti i costi per giocarsi le proprie possibilità di salvezza; anche l'Ascoli ha una partita molto difficile contro il Campobasso, ma l'unico obiettivo non può che essere quello dei tre punti. Mancano questi 90 minuti alla fine e nulla è da dare per scontato.
Indipendentemente da quello che sarà l'esito di quest'ultima giornata, faccio i miei complimenti a Tomei per quello che è riuscito a compiere con un gruppo di ragazzi che si diverte giocando a calcio; tredici vittorie e un pareggio nelle ultime quattordici giornate sono dei risultati eccezionali, ma bisogna anche dare merito a un avversario che ha dimostrato altrettanto di valere.
La possibilità di arrivare a ottanta punti e non vincere il campionato resterebbe una beffa atroce, ma il calcio è anche questo e bisogna accettarlo.
"Nessuno meglio di Malagò per il calcio italiano". Sono alcune delle recenti parole pronunciate dal patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, a riguardo delle elezioni del prossimo presidente della FIGC. Cosa ne pensa?
Spero che chiunque venga eletto faccia davvero qualcosa di diverso per rendere più accattivante l'immagine di tutto il calcio italiano. Sono un nostalgico dei miei anni vissuti da calciatore e non voglio essere presuntuoso, ma penso che gli anni '80 e '90 siano stati quelli più floridi per il calcio italiano.
Nelle squadre di Serie A c'erano due, al massimo tre stranieri, ma si trattava soltanto di veri campioni che venivano ad aumentare il tasso tecnico; allo stesso tempo, l'Italia poteva disporre di tantissimi giocatori di alto livello, che avevano sempre il desiderio di vincere e di superarsi in ogni occasione.
Si tratta di un periodo completamente differente da quello attuale, per cui sarebbe anche inopportuno fare delle analogie o dei paragoni; posso soltanto dire di ritenermi fortunato ad aver vissuto in quegli anni, perché sono stati i più entusiasmanti in assoluto.
Non so quale direzione prenderà il nostro calcio, ma so che un po' alla volta si è persa quell'identità italiana che, fino a diversi anni fa, era un vanto da mostrare al mondo intero, diventando sempre meno competitivi all'estero, sia con i club che con la Nazionale.