Intervista esclusiva a Stefano Casale: "Il Milan non mi ha mai entusiasmato, Juventus e Roma in pole per la Champions. Lecce, quel punto in più è da difendere a tutti i costi! Sampdoria? Lombardo ha fatto benissimo, ma senza programmazione..."
Intervista esclusiva della nostra Redazione a Stefano Casale. Ha iniziato da professionista nelle file del Foggia, dove ha incontrato Zdenek Zeman; ha militato anche in Siena, Salernitana e Bologna (proseguendo con Nola, Siracusa e Sora), prima di indossare la maglia del Lecce per tre stagioni, con cui ha debuttato in Serie A. Due anni anche nella Sampdoria, per poi vivere le ultime esperienze con Cosenza, Taranto e Reggina: con quest'ultima, ottenne l'ultima delle tre promozioni personali in massima serie.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Stefano Casale. L'ex calciatore, nativo di Potenza, ha rilasciato le proprie opinioni a riguardo dell'attuale Serie A, attesa dal rush finale per sancire tutti i verdetti di stagione, dal piazzamento in Champions League alla bagarre per non retrocedere in cadetteria, nella quale è coinvolta una sua grande ex, il Lecce. Non sono mancate osservazioni interessanti sui Playoff di Serie B e sul lavoro di Attilio Lombardo alla Sampdoria, come anche sulla stagione del Cosenza e della Reggina.
Stefano, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.
Con lo scudetto già assegnato all'Inter, per la partecipazione alla prossima Champions League resta ancora tutto aperto. Oltre al Napoli, che non è ancora qualificato, quali tra Juventus, Milan, Roma e Como restano favorite?
È una lotta incertissima. Il Como è in piena corsa e mi piace molto, perché gioca bene e fa divertire, ma è un po' più indietro in classifica ed è uno svantaggio non da poco; la vittoria della Roma a Parma, per come è avvenuta, mette la squadra nelle condizioni di avere un morale molto alto in vista del derby e Gasperini, conoscendolo, pretenderà soltanto un risultato dai suoi e li caricherà al massimo.
La Juventus si è ben risollevata con l'arrivo di Spalletti e ha sovvertito i pronostici rispetto a qualche mese fa, anche se non mi meraviglia vederla in quella posizione di classifica, in quanto dispone di una rosa con delle buone qualità; il Milan è andato oltre le più rosee aspettative, perché non la reputo una squadra fortissima; non mi ha mai convinto abbastanza; ha delle lacune importanti che stanno venendo maggiormente fuori in questo finale di stagione, ma è già tanto che sia riuscito a ottenere i punti che ha; dovesse centrare l'obiettivo Champions, sarebbe come vincere lo scudetto.
Per quel che è lo stato di salute attuale di queste squadre, credo che, insieme al Napoli, si qualificheranno la Juventus e la Roma.
Anche se il campionato non è ancora concluso, l'attenzione di diversi club è proiettata alle sorti future di diversi allenatori, tra cui quello di Antonio Conte al Napoli. Dopo le sue due stagioni in terra partenopea, sarebbe meglio confermarlo o virare su un nuovo profilo?
Non bisogna dimenticare che Conte ha vinto uno scudetto al primo anno e sta difendendo un secondo posto che, vista la forza dell'Inter di quest'anno, vale tantissimo. Il Napoli ha iniziato un percorso con lui già da due anni e non credo ci siano i presupposti perché lui vada via; mandare via Conte, che ha allenato soltanto in club di prima fascia, sarebbe una grossa lacuna da colmare; significherebbe cominciare tutto daccapo, con una programmazione nuova che partirebbe con diverse incognite; non credo, quindi, che al Napoli convenga interrompere il rapporto con lui. Credo che De Laurentiis continuerà a puntellare la squadra nei ruoli in cui Conte riterrà più opportuno, oltre a valutare le eventuali cessioni; sono certo che ci sarà un'intesa tra i due per proseguire anche in vista del prossimo anno.
Sebbene il Bologna abbia porta via dalla trasferta di Napoli una vittoria prestigiosa, nel 2027 non giocherà in alcuna competizione europea. Come valuta questa stagione?
Ci può stare che il Bologna, dopo un grandissimo percorso della passata stagione, quest'anno abbia pagato dazio, anche se mi sarei aspettato una qualificazione in una coppa europea; la squadra c'è e ha fatto vedere cose egregie, ma c'è stata una certa discontinuità; non è facile tenere sempre alti i ritmi e Italiano ha fatto tantissimo con questo gruppo, ma non vorrei che gli stimoli siano venuti meno un po' alla volta. Nulla è stato ancora deciso, ma se lui dovesse sentire l'esigenza di cambiare aria, non mi sorprenderebbe di vederlo altrove in vista della prossima stagione.
A due giornate dalla conclusione del campionato, aleggia più ottimismo o più preoccupazione per le sorti del Lecce?
La verità è che il Lecce, a oggi, ha un punto in più rispetto alla Cremonese, quindi sarebbe salvo, ma quella che conta è soltanto la classifica ottenuta all'ultima giornata. Non è da poco chiudere in casa contro un Genoa che ha fatto benissimo con De Rossi, ottenendo in largo anticipo una salvezza meritata, mentre resta delicatissima la trasferta contro un Sassuolo che non ha più da chiedere a un campionato disputato in maniera superlativa, ma venderà ugualmente carissima la pelle; c'è da soffrire ancora tanto, la squadra sa che deve gettare il cuore oltre l'ostacolo, perché tutta la stagione passa da questa partita. L'obiettivo è andare lì per ottenere l'intera posta in palio, ma potrebbe rivelarsi decisivo anche soltanto un pareggio, perché dipenderà anche dal risultato della Cremonese a Udine. Fatto sta che il Lecce deve soltanto pensare a fare la corsa su di sé, perché ha il vantaggio di chi sa che non deve sperare in qualche passo falso dell'avversario.
Il Lecce, ex aequo con l'Hellas Verona, detiene il peggior attacco della Serie A, con 24 reti siglate. Si sarebbe atteso qualche rete in più, in particolare, da Nikola Štulić?
Non sarebbe giusto additare le colpe a dei singoli o a una parte della squadra se ci sono state e ci sono delle difficoltà. Se i risultati arrivano, il merito è di tutti, come anche il demerito per non essere riusciti a indirizzare certe partite nell'arco della stagione che potevano andare decisamente meglio. La politica del Lecce è chiara, già da diversi anni, perché vuole dare fiducia a molti giovani per fare un percorso di crescita nel medio e lungo periodo; è sempre difficile che al primo anno arrivino risultati di un certo livello, perché si tratta di una squadra che ha come unico obiettivo quello della salvezza.
Anche Štulić è uno di quei calciatori che restano in prospettiva, bisogna lasciargli il tempo di fare esperienza e ambientarsi al meglio in un campionato che, in tutta sincerità, è diventato mediocre a vari livelli; specialmente per chi proviene dall'estero, non è così facile insediarsi nei meccanismi del nostro calcio.
Alle già promosse Venezia e Frosinone, dovrà aggiungersi una terza squadra. Qual è la più accreditata per vincere i Playoff di Serie B?
Se si guardano sia la classifica che le rose delle due squadre, verrebbe facile da dire che sarà una lotta tra Monza e Palermo, però credo che questo Catanzaro sia nelle condizioni di dare molto fastidio, oltre a essere quella che può giocare senza grosse pretese; con Aquilani la squadra ha raggiunto un equilibrio che ha portato e sta portando belle soddisfazioni; i risultati sono sotto gli occhi di tutti, a cominciare da quello nei quarti contro l'Avellino. Sarà un bellissimo doppio confronto contro il Palermo e l'esito non è affatto così scontato; se la giocherà a viso aperto e sarò anch'io molto curioso di vederlo all'opera contro una bellissima squadra.
Attilio Lombardo meriterebbe di essere confermato alla Sampdoria in vista della prossima stagione?
Lombardo si è rivelato un ottimo traghettatore e ha svolto benissimo il suo lavoro di allenatore in una situazione complicata e imbarazzante; si è preso una grande responsabilità, ma quello che conta è di essere riuscito a condurre una squadra verso una salvezza tranquilla, tra l'altro meritatissima. Mi piacerebbe vederlo all'opera dall'inizio, perché credo che meriti una chance.
Naturalmente, il problema della Sampdoria non credo che stia soltanto nella scelta del giusto allenatore, perché andrebbe rivisto l'intero assetto del club. Non si può pensare di risolvere i problemi soltanto con il richiamo di alcuni ritorni eccellenti della Sampdoria di un tempo; resta importante avere delle figure di fiducia e di riferimento per l'intero ambiente, ma soltanto questa scelta non può bastare a risollevare le sorti di un club che non merita di essere in questo palcoscenico calcistico.
Non si può improvvisare ogni anno e pensare di ottenere un risultato immediato allestendo una squadra soltanto con dei nomi importanti che vengono pagati tantissimo; avere soltanto giocatori esperti non basta, perché la Serie B è difficilissima e c'è bisogno, soprattutto, di forze giovani che abbiano il desiderio di diventare il punto di riferimento per il futuro.
L'equilibrio è sempre la migliore soluzione, per cui credo che debba essere fatta una programmazione seria, con l'individuazione di figure competenti che abbiano la voglia di raggiungere un unico obietto, quello di portare la Sampdoria al più presto in Serie A.
Dopo l'eliminazione nei Playoff contro il Casarano, il Cosenza giocherà nuovamente in Serie C per la prossima stagione. Quanto inciderà questo risultato sportivo in vista del futuro?
La sconfitta contro il Casarano, una squadra che a me piace, lascia spazio soltanto a una enorme delusione. Ho avuto una grandissima fiducia nei riguardi di questo Cosenza, perché ritengo che abbia espresso il miglior calcio nel suo girone per una buona parte della stagione, tant'è che credevo potesse vincere il campionato; purtroppo, si sono create situazioni avverse, fino a quest'ultimo esito dei playoff. Si tratta di una mazzata, inutile nasconderlo, e sarà difficile ripartire.
Molto del futuro dipenderà dalle scelte di Guarascio, perché resta lui il presidente e da lui dipendono le scelte societarie; è da vedere se vorrà restare ancora o cedere il timone, quindi è difficilissimo dire cosa ne sarà del Cosenza. So soltanto che resta il grande rammarico di aver sprecato una stagione che poteva avere tutt'altro esito, perché questa squadra mi è piaciuta davvero tanto, con potenzialità per andare ben oltre.