Shakhtar Donetsk-Roma, pagelle: harakiri Florenzi, Alisson salvatore della patria. Qualcuno fermi Marlos e Bernard.

Pubblicato il autore: Giuseppe Consiglio Segui


Una Roma double face perde l’andata degli ottavi di Champions League contro un ottimo Shakhtar Donetsk, che ribalta lo svantaggio del primo tempo e vince 2-1, risultato di certo ancora non totalmente compromesso in vista del ritorno tra tre settimane all’Olimpico, ma resta il rimpianto per i giallorossi di non essere riusciti a gestire meglio il secondo tempo. Ecco le pagelle dei protagonisti:

Pyatov: l’esperto portiere ucraino non parte benissimo, con una indecisione su un calcio piazzato dove Strootman lo impegna e lui rimette un pallone insidioso nel centro dell’area, dove per fortuna sua trova Fazio, che non è esattamente un attaccante e si vede. Incolpevole sul gol di Under, poi ordinaria amministrazione, la Roma non lo impensierisce più. Voto 6.

Butko: prima parte di gara di grande sofferenza, Perotti e Kolarov non sono avversari semplici da fronteggiare. Dal suo lato parte l’azione del vantaggio capitolino, ma da lì in poi come tutto lo Shakhtar prende le misure e cerca anche buone proposizioni in avanti. Voto 6.

Kryvtsov: la sua partita dura solo un tempo, la fisicità di Dzeko lo mette in difficoltà e non riesce a chiudere l’assist vincente del bosniaco per Under. Voto 5.5.

Rakitskiy: anche per lui il primo tempo è di tanto lavoro per chiudere le incursioni della Roma, ma riesce nonostante tutto a reggere l’onda d’urto degli avversari, che via via va spegnendosi. Voto 6.

Ismaily: è forse più un’ala che un terzino e si vede quando si perde Under sul vantaggio. Tuttavia quando spinge è una spina nel fianco, fa male alla difesa di Di Francesco. Voto 6 +.

Stepanenko: buona partita da filtro nel centrocampo ucraino, con un salvataggio provvidenziale nei primi minuti su Fazio. Riesce a spezzare nei minuti la voglia giallorossa e garantisce la velocità delle sue ali con una buona distribuzione del pallone. Voto 6+.

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Fred: grande incursore, quando mette il turbo fa venire i capelli bianchi alla cerniera di centrocampo della Roma. La punizione del sorpasso Shakhtar è un pezzo di bravura e denota la tecnica dei calciatori brasiliani. Voto 7.

Marlos: il gioco della squadra di Fonseca si basa sulla velocità e lui è imprescindibile in questo senso. Svaria su tutto il fronte offensivo, distribuisce palloni da destra a sinistra con una facilità disarmante, crea costanti periocoli. Voto 7.

Taison: il meno in palla dell’attacco dei padroni di casa, gioca a sprazzi, ma quando lo fa non manca di essere pericoloso. Voto 6.

Bernard: fa venire il mal di testa a Florenzi con accelerazioni continue e palloni velenosi messi in mezzo all’area che peccano in precisione, ma salta l’uomo in maniera magnifica. Prendano nota i direttori sportivi di tutta Europa: a Giugno sarà svincolato ed ha solo 25 anni. Voto 7-.

Facundo Ferreyra: primo tempo da assente ingiustificato, sembra che gli ucraini giochino con uno in meno. Ma nella seconda frazione alla prima occasione buona dribbla sapientemente Manolas e fredda Alisson. Da lì cambia il suo match e quello della sua squadra. Cannibale d’area di rigore. Voto 6.5.

Ordets: entra per l’infortunato Krytsov al tramonto del primo tempo e svolge una partita ordinata, che spegne la Roma e mette al sicuro i suoi. Voto 6.

Alisson: non ci sono più aggettivi per la bravura di questo ragazzo, tre interventi provvidenziali che salvano i suoi compagni ed evitano un passivo peggiore. Unico neo il fatto di essere partito con una frazione di secondo di ritardo sulla punizione di Fred, ma i tifosi della Roma lo perdoneranno. Voto 7.

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Florenzi: era il dubbio della vigilia, Di Francesco lo butta nella mischia ma col senno di poi forse avrebbe fatto scelte diverse. Cantonata assurda sul pareggio dello Shakhtar, soffre la velocità di Bernard e non dà alcun apporto alla fase offensiva. Irriconoscibile. Voto 4.5.

Manolas: partita di buono spessore fino a quando si trova solo contro Ferreyra e non usa l’esperienza richiesta in casi come questo per ritardare la conclusione del brasiliano. Voto 5.

Fazio: gioca sicuramente meglio del compagno di reparto e cerca di metterci una pezza dove può, con tanta generosità. Non disdegna nemmeno di buttarsi in area in occasione dei vari calci d’angolo e sciupa una buona occasione nei primi minuti, ma fare gol non è il suo lavoro. Voto 6-.

Kolarov: è il solito motorino instancabile nella fase d’attacco della Roma, ma il recupero sui fulmini brasiliani della squadra di casa non è semplice. Forse manca un po’ di condizione rispetto ai primi mesi dell’anno. Voto 5.5.

De Rossi: fino al pareggio dello Shakhtar gioca la partita che gli viene richiesta, quasi da centrale difensivo aggiunto che chiude i cross delle ali ucraine, dopo va in confusione come tutta la Roma, con un paio di giocate in disimpegno che potevano costare caro. Voto 5+.

Strootman: mette sostanza al centrocampo di Di Francesco, duella bene con gli avversari, se può si propone. Ma se la squadra non lo sostiene a sufficienza,arginare i dirompenti brasiliani diventa difficile per tutti. Voto 6.

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Nainggolan: partita di basso profilo quella del Ninja, schierato più alto ma costretto a retrocedere sulla linea mediana del campo per aiutare la fase difensiva della sua Roma. Manca la grinta dei giorni migliori. Voto 5.5.

Perotti: la collaborazione su quel binario di sinistra con Kolarov dà parecchi grattacapi a Butko. Partecipa all’azione del vantaggio e fa una buona ora di gioco, quasi ai suoi livelli. Poi si eclissa con i suoi compagni. Voto 6-.

Under: è il più in forma dei suoi e Di Francesco non ha paura di lanciarlo per la sua prima in Champions. Lui ricambia con giocate di ottima fattura e con un gol che lo proietta sempre più tra i top giovani d’Europa. Gli manca il sacrificio difensivo, ma sono vizi di gioventù che gli si possono perdonare. Voto 7+.

Dzeko: mancano maledettamente i suoi gol alla Roma. Sciupa un’occasione a tu per tu con Pyatov e non è mai cattivo sotto porta. Gran giocata da trequartista per il vantaggio ospite, ma in queste sere da lui ci si aspetta molto di più. Voto 5+.

Bruno Peres: entra a sostituire il peggior Florenzi della stagione e fa la prima vera partita da terzino della sua carriera. Fantastica la diagonale finale a chiudere la porta in faccia allo Shakhtar ad Alisson battuto. Se la Roma può giocarsi ancora i quarti, il merito è anche suo. Voto 6.5.

Gerson: non ha ancora la stoffa per partite così difficili, ma ci mette tanto impegno con un paio di conclusioni che non impensieriscono Pyatov, ma che almeno danno il segnale della voglia dei giovani della Roma. Voto 6.

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