Roma-Barcellona, la rivincita di Di Francesco

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

Foto Getty Images © selezionata da SuperNews


Roma-Barcellona
, è il giorno dopo la grande impresa dei giallorossi. Dopo il 4 a 1 del Camp Nou nessuno avrebbe scommesso sulla rimonta, che invece è arrivata ieri sera al termine di un incontro dominato dal primo all’ultimo minuto, la tipica partita perfetta, l’unica utile a sovvertire un pronostico che sembrava ormai scontato. Tra i maggiori artefici della nottata magica è il tecnico dei giallorossi, Eusebio Di Francesco, ex Sassuolo, che si è preso una grandissima rivincita verso gli scettici. Spesso criticato, è andato avanti per la sua strada con le sue idee e ieri sera ha stravinto il confronto con il tecnico dei blaugrana, Valverde, che a fine partita ha candidamente ammesso di non aspettarsi lo schieramento della Roma con le due punte.

Il 3-4-1-2 di partenza ha spiazzato in molti, invece è stata la chiave tattica della partita. A inizio partita i commentatori pensavano ad una Roma che difendeva in 5, invece Kolarov e Florenzi hanno coperto tutta la fascia per i 90 minuti, asfaltando completamente Semedo e Jordi Alba. Tra i 3 di difesa ha stupito per concentrazione Juan Jesus, che a parte l’entrata dura e in ritardo su Messi a fine primo tempo che gli è costata il giallo, ha offerto una prova senza sbavature. La posizione di Nainggolan, oggetto del contendere verso il tecnico, spesso tacciato di far giocare il belga fuori ruolo, ha invece permesso al “Ninja” di svariare tra le linee, inserirsi o provare a rifornire non solo Dzeko, ma anche Schick. L’attaccante ex Samp ieri è sembrato il giocatore apprezzato a Genova, più a suo agio nelle vesti di seconda punta, libero di attaccare soprattutto a destra. Con l’ingresso di El Shaarawy, invece i movimenti della seconda punta si sono rivolti maggiormente a sinistra, dalla parte destra della difesa blaugrana, solo un grande intervento di Ter Stegen, ha evitato il gol dell’italo-egiziano.

Passiamo ad analizzare la prova dei due centrocampisti centrali: Strootman ha recuperato un’infinità di palloni, mentre De Rossi era libero di impostare, soprattutto in verticale verso Dzeko. L’attaccante bosniaco ha letteralmente dominato su Pique e Umtiti, sovrastati su ogni singolo pallone e mai in grado di contrastare l’avversario. Che ieri ha indossato i panni del campione, segnando il primo gol, guadagnandosi il rigore del 2 a 0, poi trasformato da De Rossi e caricandosi tutta la squadra sulle spalle. Il 3 a 0 su calcio d’angolo, il cross di Florenzi sul primo palo ha trovato Manolas abile a girare di testa e segnare il gol qualificazione. Gli ultimi 10 minuti (recupero compreso) sono stati d’apnea, ma, a parte un tiro centrale di Messi dopo dei rimpalli in area e la palombella di Dembélé dopo un’azione confusa, la Roma non ha concesso nulla al Barcellona. Al triplice fischio Di Francesco è corso negli spogliatoi, vorrà essere rimasto un attimo da solo a godersi una pagina di storia del calcio non solo romano e italiano, ma europeo e mondiale. Adesso ci sarà tempo per pensare alle semifinale, e chissà a Kiev, perché dopo ieri sognare non costa nulla.

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