Roma-Liverpool, i giallorossi avevano messo in vendita i biglietti prima del sorteggio di Champions

Davvero pensavate che dall’urna non sarebbe uscita Roma-Liverpool? La società capitolina lo sapeva in anteprima, a tal punto che aveva già messo in vendita i biglietti prima che il sorteggio di Nyon certificasse l’accoppiamento più intrigante - e per certi versi scontato - delle semifinali di Champions League. Adesso che è tutto vero, il problema per i tifosi giallorossi sarà quello di accaparrarsi il prezioso tagliando per la sfida di ritorno, in programma il 2 maggio all’Olimpico. Per accontentare tutti ci vorrebbero due stadi, perché nessuno vorrebbe mancare alla madre di tutte le partite, attesa da 34 anni.
Quindi chi aveva parlato di gaffe della Roma deve ricredersi. Chi, invece, ci vede un ulteriore segno del destino ci crede ancora di piu. In sostanza, ieri il club giallorosso ha inserito sul sito ufficiale la partita nella sezione “cambio utilizzatore”, indovinando pure la data, mercoledì 2 maggio. Un inconveniente tecnico, naturalmente, rimasto online per pochi minuti, ma che non è sfuggito alle grinfie del web. Con ogni probabilità si è trattato di una simulazione della vendita dei biglietti e, quella che solo poche ore fa è diventata una previsione azzeccatissima, è diventata subito uno screenshot da ricordare, pubblicato dal Tempo. In attesa delle notizie sulle modalità d’acquisto, la corsa per un posto a Roma-Liverpool è virtualmente iniziata.
D’altronde, nessuno vorrà mancare. Chi era presente in quel maledetto 30 maggio dell’84 e aspetta la rivincita per trasformare le lacrime di dolore in lacrime di gioia. Chi non c’era e ha ascoltato con emozione i racconti di padri e nonni, perché ora tocca a lui/lei vendicarli e spingere la Roma verso Kiev, cioè un sogno. Ma prima bisogna battere i Reds, quelli delle 5 Coppe dei Campioni, quelli della Kop e di Klopp, quelli che ora hanno Salah, ex idolo della Sud. E la Roma ha già dato appuntamento all’egiziano con un tweet: “Saremo avversari per 180 minuti, ma qualsiasi cosa accada resteremo amici per tutta la vita. Non vediamo l’ora di rivederti”. La risposta di Salah è stata immediata, spontanea, telegrafica: “100%”.
I precedenti suonano come una condanna per la Roma, ma c'è sempre una prima volta. La finale dell’Olimpico, superfluo dirlo, è finora la sfida delle sfide tra le due squadre. La Roma di Liedholm, Di Bartolomei, Falcao, Cerezo, Conti e Pruzzo contro il Liverpool di Fagan, con Souness, Dalglish, Rush, Neal e Kennedy. Il vantaggio dei Reds con Neal e la risposta di Pruzzo nel primo tempo, poi niente gol fino all’amaro epilogo dei rigori sotto la curva sud: Nicol che sbaglia il primo e fa sognare i giallorossi, Ago che fa centro come Righetti prima degli errori fatali di Conti e Graziani, le mosse di Grobbelar. Il Liverpool, invece, non sbaglierà più: implacabili, uno dopo l’altro, Neal, Souness, Rush e Kennedy. La Coppa finisce in riva alla Mersey.
Negativi anche gli altri due confronti. Il primo negli ottavi di finale di Coppa UEFA, 2000-20001, la stagione del terzo scudetto giallorosso. I Reds sbancano l’Olimpico per 2-0 all’andata, inutile l’1-0 per gli uomini di Capello ad Anfield. L’anno seguente è ancora Champions League, fase a gironi, ma ancora una volta non c'è scampo: a Roma finisce 0-0, in casa il Liverpool si impone per 2-0. Ora a Trigoria sperano che sia la volta buona, che Di Francesco riesca laddove hanno fallito Liedholm e Capello, non proprio due qualsiasi. In palio c'è un viaggio a Kiev il 26 maggio.
https://youtu.be/qLR5XDi0rW0