Cristiano Ronaldo, che vendetta su Simeone: è la fine del cholismo?


“La squadra ci crede. Può vivere una serata speciale. Noi siamo pronti, faremo di tutto per arrivare ai quarti”.
Da vero leader aveva caricato la tifoseria incitando unità, dopo le recenti contestazioni ad Allegri e i malumori tra le due curve, e da vero campione ha risposto sul campo con una prestazione magistrale che va ben oltre i tre goal che hanno permesso la rimonta ai danni dell'Atletico Madrid.

Si, perchè in primis onore al merito del capolavoro tecnico di Massimiliano Allegri, sulla graticola per tre settimane dalla sconfitta di Madrid, e riscattatosi con una formazione perfetta e coraggiosa al tempo stesso, tenendo Dybala in panchina, e lanciando Spinazzola, incoronato eroe di serata, dopo Cristiano.

Ma la remuntada, se si è compiuta, è dovuto soprattutto a Ronaldo. Se fino ad oggi è stato decisivo in campionato, permaneva un punto interrogativo per la stagione in Champions di CR7, che è stato letteralmente spazzato via ieri notte. Un Ronaldo incontenibile, capace di caricarsi la squadra sulle spalle, dato che si giocava lui stesso un pezzo di carriera, al punto che il suo arrivo alla Juventus, sarebbe altrimenti quasi divenuto superfluo.
Una stella inserita in uno scacchiere indubbiamente perfetto, ma che gioca in funzione delle sue giocate fuori dall'ordinario.

In una serata magica, l'Atletico è apparso immediatamente una squadretta terrorizzata dagli strali offensivi di CR7 e compagni in rete già al quarto minuto, prima dell'intervento dell'arbitro per fallo sul portiere. E al 27mo minuto quando Ronaldo fa goal veramente, la partita poteva già essere almeno sul 2-0.

La Juve è apparsa nettamente più forte di testa e di muscoli, schierata con un 4-3-3 che ha visto Ronaldo, Bernardeschi e Mandzukic preferiti a Dybala, e con un Emre Can collocato nella difesa a 3 insieme a Pjanic e Matuidi.
La manovra offensiva pressochè costante è apparsa lucida e devastante allo stesso tempo, ma senza lasciar trasparire la pressione dei due goal di svantaggio che pesavano come un macigno ad ogni minuto trascorso.

Resta da domandarsi che intenzioni avesse Simeone, e se davvero pensasse di passarla liscia allo Juventus Stadium, chiuso in difesa dal primo minuto contro una squadra così.

Il cholismo ieri sera non ha funzionato nemmeno un pò, e quando tiepidamente la squadra ha provato ad avanzare ha trovato una difesa troppo ben schierata per impensierirsi.

Quella di ieri sera è una lezione di calcio per tutti, non solo per Simeone, ma anche per Inter, Roma, Napoli, ecc, che oggi sicuramente soffrono, ma devono prendere a modello la serata di ieri, per tornare nelle vette del calcio che conta.