Effetto Coronavirus – Sospesa la Liga. La Champions lo sarà martedì

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui

Tempi bui per il calcio al tempo del Coronavirus. La Liga ha ufficializzato la sospensione delle prossime due giornate di campionato, le stesse che si sarebbero dovute disputare a Puerta cerata. La decisione, presa dopo le richieste dell’Associazione dei calciatori iberici, di concerto con la Liga e la RFEF, blocca al momento la disputa dei prossimi due turni di campionato. La giornata numero 28 e la 29ª saranno dunque congelate. Come detto, al momento la decisione riguarda esclusivamente queste giornate, non altre, anche se non è escluso che il provvedimento possa essere ampliato fino a comprendere ulteriori giornate di Liga. E’ da tenere presente, tra l’altro, che il Real Madrid è stato confinato in quarantena per la presenza di una positività nella sua sezione di pallacanestro. Tale fatto ha automaticamente esteso il provvedimento cautelare anche nei confronti delle altre sezioni sportive, calcio incluso. Anche volendo, il Madrid non potrebbe scendere in campo prima di due settimane. Cosa accadrà dopo è tutto da verificare. Se fossero esclusivamente due le giornate da recuperare, ma non lo crediamo possibile, si troverebbe spazio e tempo per giocare gli incontri saltati. Nella situazione in cui ci troviamo, e con l’esperienza italiana davanti, è più probabile che si vada verso un blocco del campionato ben più lungo. Se così fosse, e se non si potesse recuperare il tempo perso, la decisone su come dovrà terminare la stagione, con l’attribuzioni del titolo, e delle posizioni che permettono l’accesso alle competizioni internazionali o le retrocessioni in Segunda, verrà decisa di concerto dalla Liga e RFEF. In caso di disaccordo, sarà il presidente della Federazione a avere l’ultima parola. L’ipotesi più plausibile è quella di cristallizzare la classifica al momento dello stop. Quell’ordine finale farà fede per i verdetti stagionali. Altra soluzione sarebbe quella di procedere a una sorta di playoff in cui mettere sul piatto i vari verdetti.

Tempi incerti attendono anche la Champions. Martedì la Uefa renderà noto, con tutta probabilità, la sospensione della competizione. Troppo tardi. Troppa confusione si è generata in questi giorni. Partite disputate a porte chiuse, altre con il pubblico con dispregio di ogni buona e sana norma di sicurezza sanitaria. In una Europa senza regole unitarie, in cui si procede singolarmente a livello statale, la Uefa non ha assunto alcuna iniziativa per affrontare e gestire l’emergenza coronavirus. Da buon Ponzio Pilato non ha emanato una direttiva che mettesse ordine in questo caos. Come è possibile che il governo europeo del calcio abbia permesso che Liverpool – Atletico si sia giocata con il pubblico ammassato sugli spalti, mentre Psg – BvB a porte chiuse? Non stiamo parlando di regolarità della manifestazione (anche se anche quel problema sarebbe da affrontare), ma delle normali regole di civiltà e sicurezza sanitaria. In Spagna il fulcro del contagio è a Madrid. Bene, la Uefa, disinteressandosi del problema, come se la Champions venisse organizzata da chissà quale altro organismo, ha fatto spallucce, si è voltata dall’altra parte e ha lasciato che in casa sua fossero i singoli governi politici a decidere chi doveva giocare a porte chiuse, chi con il pubblico, quali tifoserie fare accedere allo stadio. Inammissibile. Cosa ci sta a fare la Uefa se non è in grado di prendere in mano la situazione e emanare una direttiva unica per tutta la competizione? A cosa serve se non per gestire queste situazioni? Solo per organizzare un sorteggio e far girare delle palline in un’urna?

Martedì’ vedremo che cosa verrà deciso. Con quasi certezza arriverà la sospensione della manifestazione. Che giunge, tardi, e con il turno eliminatorio a metà svolgimento. Alcune squadre sono già qualificate, altre eliminate, altre ancora devono ancora giocare senza sapere se si potrà fare e quando. Insomma un vero pasticcio firmato Ceferin.

Se in ipotesi non si dovesse giungere alla fine naturale della Champions, cosa non del tutto campata in aria visto che vertiamo ancora all’inizio della fase a eliminazione diretta, non sarebbe da scartare l’ipotesi di non assegnare il trofeo per questa edizione. Altra ipotesi sarebbe quello di accelerare i tempi, evitare lo spezzatino creato a misura e consumo della massima commercializzazione dei diritti TV, accorpare tutte le gare dei turni rimanenti in una unica data e con gara secca in campo neutro.  Fine degli ottavi, poi quarti e semifinali si giocherebbero in una unica data. Si ridurrebbero i tempi e si guadagnerebbe spazio in calendario per poter giungere ad una conclusione sportiva della manifestazione europea. Questo sarebbe l’unico sistema che permetterebbe l’assegnazione della coppa.

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