La FIGC ha chiesto lo slittamento di Euro2020

Pubblicato il autore: Gianlorenzo Di Pinto Segui

Fino al 3 aprile il calcio in Italia si ferma in attesa di capire come si evolverà l’emergenza sanitaria. A tal proposito la FIGC avrebbe chiesto lo slittamento, di due settimane, di Euro2020 alla Uefa per poter permettere al campionato italiano di concludersi entro la fine di maggio. Al momento il presidente Uefa, Ceferin, rimane restìo all’idea di dover rimandare gli europei. Infatti per adesso la Uefa è intenzionata a far proseguire la Champions ed Europa League e non prende in considerazione lo slittamento di Euro2020. Per adesso, le competizioni europee nei paesi in cui l’emergenza è di vasta importanza, si disputeranno a porte chiuse.
La linea della Uefa è chiara al momento, nessun spostamento.

Intanto nel nuovo DPCM firmato dal premier Conte vi è espresso che sul suolo italiano sono ammesse le partite internazionali a porte chiuse.
Ecco il testo per intero: ”Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professioni, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI I e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali; resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali,all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti i casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigentie tutti gli accompagnatori che vi partecipano; lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possobile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”

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