Liverpool-Atalanta, l’altra faccia (piena di rimpianti) della medaglia nerazzurra

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

25 novembre 2020, ore 22:30: l’Atalanta ha espugnato l’Anfield battendo il Liverpool per 2-0. Una partita storica dove i nerazzurri hanno giocato il match perfetto per eccellenza, attorniato da equilibrio tattico e gioco offensivo. Contesto sicuramente importante, ma c’è l’altra faccia di questa medaglia appena conquistata, e per nulla lasciata in secondo piano: l’assenza del pubblico, soprattutto quello atalantino sugli spalti. Il Covid 19 non ha portato via tanti dei nostri cari, ma anche delle emozioni irripetibili impresse nella memoria di chi vive questa Dea giorno e notte. La partenza verso l’aeroporto, l’arrivo a Liverpool, la classica atmosfera prepartita, le cene attorniate da cori ed entusiasmo, il calore sugli spalti, l’inno “You’ill never walk alone” accompagnato da una sciarpata romantica, esultanze e pianti dopo i goal di Gosens e Ilicic con tanto di tifosi (quelli rimasti a Bergamo) ad aspettare l’arrivo dell’Atalanta ad Orio (un classico per una tifoseria unica nel suo genere), il ritorno a casa con la consapevolezza di aver assistito alla storia. Tutti particolari che avrebbero reso il successo degli “eroi di Anfield” molto più importante di quanto lo sia realmente. Certo, la felicità va in primo piano e quando tutto sarà finito si ritornerà a girare in giro per l’Europa come prima, però non si può cancellare dalla propria mente la frase “Se fossimo stati a Liverpool“: l’unico (e grande) rimpianto di una serata storica.

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