Sconcerti su Barcellona Juventus: “Il Barça è stato a guardare, come Messi ha guardato Ronaldo”

Pubblicato il autore: Davide Roberti Segui


IL DURISSIMO COMMENTO DI MARIO SCONCERTI SU BARCELLONA JUVENTUS – E’ una Juventus spaziale, quella vista ieri sera contro il Barcellona al Camp Nou. Oltre all’importanza del risultato in sé, che ha permesso ai bianconeri di acciuffare un insperato primo posto nel girone, la squadra di Pirlo sembra finalmente essere sbocciata sul piano del gioco e del carattere: una vittoria che fa morale, anche in ottica campionato. C’è il Milan da rimontare, sfide difficili attendono l’undici del Maestro, ma se si continuerà su questa strada ci sarà poco da temere: e con un CR7 così, che ha surclassato Messi (quel recupero difensivo nel finale ha dell’incredibile), si può sognare in grande. A sottolinearlo, anche il grande giornalista Mario Sconcerti, nel suo editoriale sul Corriere della Sera.

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Mario Sconcerti su Barcellona Juventus, Corriere della Sera: “Messi non è Ronaldo, CR7 ha qualcosa in più”

Ecco le parole del noto giornalista Mario Sconcerti su Barcellona Juventus sulle colonne del Corriere della Sera: “Nessuna squadra italiana aveva mai segnato 3 gol a Barcellona. Il risultato netto è il primo posto nel girone e una squadra che è apparsa di colpo come non era mai stata: equilibrata, attenta, piena di idee e qualità. È una vittoria da mettere quasi completamente sulle spalle di Pirlo. Ha rovesciato le vecchie scelte, è andato su un 4-4-2 classico ma con due centrocampisti flessibili ai lati, Cuadrado e Ramsey, sempre disponibili a giocare all’interno e mettere in superiorità numerica McKennie e Arthur nel lavoro di copertura e impostazione. È bastato accorciare la larghezza del campo per dare più respiro alla qualità del gioco. Non più Chiesa, non più Kulusevski o Bernardeschi, basta con l’uomo contro uomo che sbatte sempre addosso all’avversario, ma un grande moltiplicatore di gioco come Cuadrado finalmente messo su un solo compito, e un fantasista anomalo come Ramsey che assomiglia a chi sa far tutto e la Juventus è di colpo nata. Il Barcellona è sempre stato a guardare, direi come Messi ha guardato Ronaldo. Messi gioca ormai con la calma infastidita di chi non ha più voglia di fare la stessa cosa da vent’anni. Compatisce se stesso e sembra annoiarsi. È rassegnato a qualcosa che non capisce e che forse è solo un inizio d’impotenza. Non ha la cattiveria di Ronaldo, il suo senso egoista della vita.  La forza di Ronaldo è giocare per sé, inseguire i suoi numeri che sono il vero prodotto della sua azienda. Questo lo motiva. Non è di nessuna squadra, non ha geografia, appartiene a se stesso. Questo lo tiene sempre vivo. Messi è come stanco dell’eternità, di dover sempre compiere un’impresa. Ma ai suoi livelli o decidi o condizioni gli altri, che giocano tutti per te“.

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