Atalanta, suicidio e risveglio tardivo: agli ottavi va il Villarreal

Un'Atalanta autolesionista saluta tra mille rimpianti la Champions League in una serata amara. Ancora una volta, come tante, troppe volte in questa stagione sono stati i blackout difensivi a tradire la banda del Gasp contro un Villarreal non irresistibile ma concreto e scaltro. Un primo tempo con troppi errori tecnici e di misura, il triplo svantaggio e poi una reazione splendida e vana, orgogliosa ma tardiva. Sfuma il terzo appuntamento consecutivo con la fase ad eliminazione diretta. Sarà invece l'Europa League ad accogliere l'Atalanta e la sua delusione.
Atalanta, errori ed amarezza: il Villarreal vince e va agli ottavi
I bergamaschi (comunque non brillanti come al solito nel primo tempo) hanno pagato a caro prezzo, oltre che l'ottima organizzazione tattica degli spagnoli, la serata da incubo di Merih Demiral: uno svarione del turco consentiva dopo neanche tre minuti a Danjuma di involarsi verso Musso e batterlo sotto le gambe. Un avvio così shock, con un gol subito a freddo, è probabilmente il peggio che possa capitare in partite senza ritorno come questa. L'Atalanta sembra frenata, intontita, come se il colpo subito le avesse trasmesso sinistri presagi sulla serata. Anche alcune scelte di Gasperini non convincono del tutto: Josip Ilicic è troppo statico, Joakim Maehle fa tantissima fatica e Hans Hateboer, da poco rientrato dall'infortunio, non sembra ancora al meglio.
Il Villarreal, di contro, fa valere la sua esperienza in partite di questo tipo. Gli spagnoli amministrano, girano palla, giocano con il cronometro e serrano le linee. L'Atalanta gira a vuoto e sembra troppo frenetica. Duvan Zapata fa a sportellate, ma Pessina e Ilicic non sono in serata. In serata lo è invece Capoue, che a pochi minuti dal termine del primo tempo infligge un'altra coltellata al morale atalantino. A tenerlo in gioco è, ancora una volta, l'imbarazzante Demiral.
Gasperini lascia l'ex difensore juventino negli spogliatoi inserendo al suo posto Berat Djimsiti e manda in campo anche Ruslan Malinovskyi, escluso a sorpresa dall'11 titolare, per Pessina. Ma l'Atalanta, scoprendosi ulteriormente, lascia praterie alle sue spalle e Danjuma in campo aperto è un fulmine. Il nigeriano sfrutta gli spazi lasciati dagli orobici e sigla lo 0-3: per Gasperini&co. sembra notte fonda.
Entra anche Luis Muriel, anche perché ormai da perdere è rimasto davvero poco. L'Atalanta ha il merito di non mollare: Malinovskyi accorcia con un tiro deviato, poi a 10' dal termine Zapata supera Rulli con uno scavetto e per un attimo Unai Emery rivive l'incubo di quattro anni fa, quando il Barcellona rimontò l'impossibile al suo PSG. Le residue speranze atalantine, però, si spengono sul palo di Muriel e sulla successiva scivolata imprecisa di Toloi. Fosse andata dentro, quella palla avrebbe innescato un finale di fuoco. Forse un altro incubo per Emery. Invece stanotte sarà Bergamo a non dormire.