Superlega, parla Ceferin: "Nessun problema con i club coinvolti"

Quasi un anno fa il mondo del calcio mondiale è stato scosso dal terremoto Superlega. Il tutto è nato il 19 Aprile dello scorso anno, precisamente alle ore 00:30. Un progetto per proteggere l'elite del calcio mondiale che comprendeva: Juventus, Inter, Milan, Manchester United, Manchester City, Liverpool, Chelsea, Tottenham, Arsenal, Real e Atletico Madrid e Barcellona. La UEFA con Ceferin subito è andata all'attacco, promettendo ai club traditori sanzioni pesanti e l'esclusione dalle coppe, anche quelle nazionali. Nelle ore successive all'annuncio della nuova competizione, molti club hanno deciso di abdicare, facendo restare nel progetto solamente i bianconeri con il Real e Barça.
Ora a distanza di quasi un anno si continua a parlare di Superlega, con i club che non hanno abbandonato l'idea di creare un modello in stile basket. Certamente per l'attuazione di tale progetto bisognerà fare anche i conti con i tifosi che, all'epoca, si mobilitarono contro la nuova idea dei club.
Ceferin: "Nei prossimi dieci anni nessuna Superlega
Il presidente della UEFA, Alexander Ceferin, in una recenta intervista per "Journal du Dimanche, ha voluto soffermarsi sulla questione Superlega. Qui ci ha tenuto a specificare come non i club non ci sia nulla e che è favorevole ad un confronto. Di seguito lo spezzone dove ne parla: "I club che hanno avviato il progetto Superlega? Non ho avuto più contatti, ma non ho problemi con le tre società, che hanno grande tradizione e che rispetto. Se dovessero chiedere un incontro, mi siederei a parlare con loro, per il bene del calcio. Però continuo a ricevere cause giudiziarie senza senso: la Corte di Giustizia Europea non si è ancora pronunciata, tutti i governi dell’Ue ci sostengono e così la Commissione europea, il Parlamento europeo, il Governo britannico. Non posso dire che cosa succederà tra venti, trenta o quarant’anni, ma di sicuro nei prossimi dieci anni non ci potrà essere alcuna Superlega, perché nessuno la vuole tranne chi pensa che il calcio sia soltanto una questione di soldi”.