Lukaku: 5 motivi per cui questa può essere la sua finale

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

Romelu Lukaku, a 27 anni, è alla sua migliore stagione in carriera. L’approdo all’Inter poco più di un anno fa, per richiesta insistente di un allenatore che lo ha seguito e inseguito per anni, senza mai riuscire ad allenarlo. All’Inter Lukaku trova Conte, trova un compagno di reparto con cui si completa alla perfezione come Lautaro Martinez e trova una tifoseria che lo accoglie dal primo momento come un figlio. Questi tre elementi potrebbero già bastare per spiegare come mai Romelu Lukaku abbia trovato la sua migliore stagione in carriera proprio quest’anno. Secondo posto in campionato ad un solo punto dalla vincitrice Juventus, eliminato alle Semifinali di Coppa Italia e, stasera, pronto a giocarsi la Finale di Europa League. Sono i risultati di questa stagione dell’Inter, di Conte, e per buona parte anche di Lukaku, il gigante buono. Venerdì alle ore 21:00 a Colonia, l’appuntamento con la storia: la finale di Europa League tra Inter e Siviglia. Lukaku non ha mai vinto un trofeo internazionale nella sua carriera e l’Inter non lo vince da dieci anni. Abbiamo appena svelato uno dei motivi per cui questa può e deve essere la sua finale, la sua partita. Eccone altri cinque.

5 motivi per cui questa dovrà essere la partita di Lukaku

  1. Inseguendo Ronaldo il Fenomeno ⇒ L’attaccante belga dell’Inter ha realizzato 33 gol stagionali in tutte le competizioni, un record personale e un quasi record per l’Inter. A 34 gol stagionali, peraltro sempre alla sua prima stagione in nerazzurro, c’è un certo Ronaldo Luís Nazário de Lima. Ronaldo nella stagione 1997/1998 realizzò 34 reti con la maglia dell’Inter, segnando una rete anche nella finale della Coppa Uefa di Parigi, vinta contro la Lazio per 0 a 3. Lukaku ha dichiarato di essersi innamorato del gioco del calcio vedendo proprio quella partita dell’Inter al Parco dei Principi, quella finale decisa dal fenomeno con la maglia numero 10 nerazzurra. Inconsapevolmente il piccolo Romelu si era anche innamorato dei colori di quella maglia e, adesso, il destino vuole fornirgli un assist per entrare nella storia.
  2. Un gigante buono per Gigi Simoni ⇒ Tornando alla finale della Coppa Uefa del 98′, l’allenatore che portò l’Inter al trionfo in quella competizione fu Gigi Simoni, un allenatore rimasto nel cuore dei tifosi, che è scomparso proprio quest’anno. Probabilmente Lukaku non ha nulla a che vedere con l’ex allenatore nerazzurro, ma i tifosi dell’Inter hanno imparato dal primo giorno a conoscere questo calciatore. Un cuore buono e una grande sensibilità si nascondono dietro ad un omone di 1 metro e 90 per 94 kg. È proprio a lui, al centravanti con la maglia numero 9, al gigante buono, che i tifosi interisti si affidano per vincere questo trofeo e ricordare a fine gara una grandissima persona come Simoni.
  3. Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno ⇒ In questo caso tocca dire “abbiamo fatto 33, facciamo 34”. Il detto “chi ha fatto trenta può fare anche trentuno” deriva da una citazione di Papa Leone X. Lukaku quest’anno è andato ancora oltre, realizzando 33 gol stagionali. Ne ha segnati 23 in campionato, 2 in Coppa Italia, 2 in Champions League e 6 in Europa League. Al reperto manca un solo gol per raggiungere Ronaldo il Fenomeno, come detto in precedenza. Ricordando anche che il gigante buono nel corso della stagione ha lasciato calciare alcuni tiri dal dischetto ai propri compagni Lautaro Martinez ed Esposito, nonostante il tiratore dagli undici metri scelto da Conte per questa stagione fosse proprio lui.
  4. Fai goal, fallo per la Nord ⇒ Questa frase fa parte di un celebre coro cantato dalla curva interista per sostenere la propria squadra. Le stesse parole sono state utilizzate per una memorabile coreografia realizzata dalla curva nerazzurra a San Siro per un derby contro il Milan. I tifosi purtroppo non potranno assistere alla partita allo stadio, non potranno trasmettere tutto il loro amore e sostegno verso i colori e verso la squadra per questa importante partita, la partita più importante dell’Inter degli ultimi dieci anni. Causa Covid-19 i tifosi non saranno fisicamente presenti, ma lo saranno con il cuore e da casa. Il messaggio rivolto al proprio bomber rimane lo stesso, sperando di poter tornare ad abbracciarsi il più presto possibile.
  5. Riscatto e rivincita personale ⇒ Il trasferimento di Lukaku in maglia nerazzurra è stato raccontato dai media con scetticismo. L’ombra di Icardi e il peso di dover indossare la sua stessa maglia e fare meglio di un attaccante che ha realizzato più di 100 gol con la maglia nerazzurra. Poi i kg di troppo, il costo per alcuni eccessivo. Quando si concludeva l’affare, la Gazzetta dello Sport titolava: “Quest’uomo vale davvero 83 milioni?“. Lukaku non ha dato ascolto a certe voci, si è allenato duramente sotto la guida di Conte e del suo staff, ritrovando una forma invidiabile e trascinando l’Inter a suon di gol. Adesso tocca a lui rispondere alla stampa, ai media e a tutti quelli che hanno alzato dubbi su di lui, sulle sue potenzialità, il suo valore e il suo (non) essere decisivo nei momenti che contano. Fai gol Romelu, è rispondi loro: “Sì, avete ragione.. 83 milioni non li valgo, forse qualcosina in più!“.
  •   
  •  
  •  
  •  
Tags: ,