Effetto Mourinho: la Roma conquista epicamente la seconda finale europea consecutiva

LEVERKUSEN - Un’altra finale europea per la Roma, la seconda in due anni, dopo che in tutti gli altri anni della sua storia ne aveva giocate solo altre due.

Un altro zaino da preparare per me e per questa testata, SuperNews, che in queste due stagioni ha avuto l’opportunità di essere testimone delle notti europee del team di Mourinho. Aerei, treni, bus, coincidenze: ogni trasferta è stata un'avventura, un'opportunità per vivere l'atmosfera unica che le competizioni europee possono regalare.

Da Bodø fino a Leverkusen, passando per Arnhem, Leicester, Tirana, Salisburgo e Rotterdam.

Jose Mourinho, l'arte di arrivare in finale

La semifinale della BayArena, è stata uno dei capitoli più emozionanti di questo viaggio. Pellegrini e soci, dopo l’1 a 0 dell’andata, hanno compiuto una impresa epica: una partita difensiva, di cuore e strenua resistenza. 98 minuti in trincea con a fianco i 1800 tifosi giallorossi arrivati in Germania che, nonostante uno stadio infuocato, hanno fatto sentire tutto il loro sostegno.

Uno 0 a 0 che vale più di tante vittorie anche perché arrivato con una rosa falcidiata dagli infortuni. Sulla partita in se non c’è altro da aggiungere perché è stata scritta ogni cosa, pure le critiche. Preferisco lasciarvi una mini fotogallery...

Tuttavia, sul volo di ritorno, Bologna-Colonia, che mi riportava in Italia, riflettevo sul fatto che l’ultima volta che ho visto segnare la Roma fuori casa in Europa mi trovavo al Benito Villamarín di Siviglia.

Era il 13 ottobre ed il Gallo Belotti segnò l’1-1 finale su assist di Camara. Una rete che portava i giallorossi a quota 4 punti nel girone, con le chance di passare il turno ridotte al lumicino. Da allora ho saltato solo la trasferta di Helsinki (2 a 1 per i giallorossi).

Poi è ripartita la macchina: Salisburgo, San Sebastian, Rotterdam e appunto Leverkusen: 2 pareggi a reti bianche e 2 sconfitte per 1 a 0. Zero reti segnate.

Arrivare in finale senza segnare in trasferta. Un'autentica opera d'arte firmata Jose Mourinho da Setubal.

Magica Alchimia

Per lo "Special One" è la sesta finale europea conquistata nella sua carriera. Ma al di là dei trofei o delle finali raggiunte l'esperienza capitolina del portoghese verrà ricordata per la magica alchimia che è riuscito a creare con l'ambiente romano. È stato in grado di ribaltare la storia del club, al punto che la Roma vivrà un prima e dopo Mou.

Con la sua personalità carismatica, lo Special One ha conquistato i cuori di tutto il popolo romanista, radiolari prezzolati a parte. Il portoghese sin dal primo giorno ha dimostrato di credere nel progetto ed è stato in grado di spingere ogni singolo calciatore a dare oltre il massimo, oltre a generare valore con la primavera.

Ma il rapporto più bello è senza dubbio quello tra Mou ed i tifosi. I romanisti si sono identificati con la sua mentalità vincente e la sua voglia di sfidare i grandi club europei. Perché con lui in panchina tutto sembra possibile.

Tutte le strade portano a...

Adesso, tutte le strade portano a Budapest, dove il 31 maggio alla Puskás Aréna si terrà la finale contro il Siviglia. È un'occasione unica per la Roma di coronare questo straordinario viaggio europeo.

Dall'altra parte c'è il Siviglia, degli ex Monchi e Lamela, che ha vinto questo trofeo per ben 6 volte su altrettante finali disputate (record). Un'autentica Regina di questa competizione che di fatto la rende la favorita principale. Questi due anni con Mourinho in panchina, però, hanno insegnato al popolo di fede giallorossa di essere più fiduciosi: non importa quali siano le difficoltà o gli ostacoli, con Mou si può raggiungere la gloria eterna. E questa è già una vittoria.