Giampiero Ventura-Marcello Lippi come Bearzot-Bernardini

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui

Giampiero Ventura e Marcello Lippi

Giampiero Ventura e Marcello Lippi alla Guida dell’Italia. Una riedizione della coppia anni 70-80 Fulvio Bernardini ed Enzo Bearzot

L’Italia non è un paese per vecchi, e forse nemmeno per giovani, ma il calcio sembra essere un’isola felice avendo attutito la zavorra dell’età. La Premier League si inchina all’ex zero tituli 65enne Claudio Ranieri, la serie A la vince in rimonta la Juventus anche grazie alle parate del 38enne Capitan Buffon, mentre a Roma a furor di popolo viene rinnovato il contratto al 40enne Francesco Totti. La Nazionale non fa eccezione: il 73enne Presidente Carlo Tavecchio supplisce all’addio del “giovane” Antonio Conte richiamando alle armi il Padre nobile Marcello Lippi, plurivincitore con la Juventus e Campione del Mondo 2006, nominandolo a 68 anni Direttore Tecnico azzurro. Ma Lippi non sarà da solo: agirà da coordinatore e in panchina probabilmente andrà un tecnico di sua fiducia, e che gode di stima unanime come maestro di giovani (pur non avendo mai vinto nulla, salvo alcune onorevoli promozioni in serie A), il pari età Giampiero Ventura. Una scelta meditata per la quale ha prima ottenuto l’ok del viareggino e poi il suo gradimento sull’opzione Giampiero Ventura (con il quale Tavecchio si dovrebbe incontrare martedì o mercoledì prossimo). Per l’Italia che verrà dunque, si sta delineando una coppia tra un toscano e un ligure Marcello Lippi e Giampiero Ventura che hanno vissuto le pagine migliori delle loro lunghe carriere sulle due sponde di Torino. Uomini di mare, il viareggino Marcello Lippi e il genovese Giampiero Ventura, diversi per carriera e allori da giocatori e allenatori, uniti dalla ‘libidine’ per il pallone, come ha definito quest’ultimo la passione infinita per il profumo del campo di gioco. La loro sarà una Co-Gestione affidata alla competenza e alla saggezza, e tutti sperano che regali i risultati dell’altro binomio che ha scritto la storia della nazionale, quello tra Fulvio Bernardini ed Enzo Bearzot, a metà degli anni ’70.

Giampiero Ventura e Marcello Lippi come Bearzot e Bernardini, le coincidenze

Curiosamente ci sono alcune coincidenze che legano come un filo invisibile la doppia coppia. I coetanei Lippi e Ventura sono cresciuti nella Sampdoria, Lippi (campione del mondo come Bearzot) è stato lanciato come difensore elegante e promettente in blucerchiato proprio da Fulvio Bernardini e parlava così del suo maestro “Mi ha sempre colpito una sua qualità, la capacità di imporre la sua personalità senza annullare quella degli altri“. Fulvio Bernardini sale sulla tolda di comando nell’estate del 1974 ( e qui facciamo gli scongiuri), ama i ‘piedi buoni’ e il bel gioco, fa tabula rasa dei vecchi mostri sacri della Nazionale, convoca frotte di giocatori, lancia Giancarlo Antognoni, Francesco Rocca, Claudio Gentile, Francesco Graziani. Bernardini semina e dopo un anno viene affiancato da Enzo Bearzot, la qualificazione agli europei è in fumo, procedono insieme due anni gettando le basi per la qualificazione ai mondiali. ‘Fuffo’ lascia a giugno 1977 stanco, e malato e Bearzot prosegue bene il lavoro privilegiando il gruppo, i giocatori eclettici raccogliendo il quarto posto in Argentina e il titolo mondiale in Spagna nel 1982. Ma a questi successi ha contribuito anche Bernardini tracciando la strada. Lavorare insieme in azzurro non è facile: ne sanno qualcosa le commissioni tecniche che hanno retto la nazionale prima e dopo il ventennio iridato di Vittorio Pozzo comprendendo ex campioni come Meazza, Piola e Foni e dirigenti come Viani e Pasquale. Negli anni ’60: il binomio Mazza e Ferrari ha guidato l’Italia che si andò a schiantare sulle polemiche del mondiale cileno. Dopo la disfatta coreana di Edmondo Fabbri nuova coppia: Helenio Herrera e Ferruccio Valcareggi al timone per poche partite, poi guida solitaria e pacioccona di ‘Zio Uccio’. Insomma, la coppia non sempre produce i risultati di Bernardini e Bearzot ma Marcello Lippi e Giampiero Ventura hanno l’esperienza giusta per evitare di entrare in rotta di collisione.

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