Italia-Svezia: le parole di Conte e Buffon in conferenza stampa

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui

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Vigilia di Italia-Svezia e analagie che si ripresentano, soprattutto per Gigi Buffon, che quel giorno era a difesa dei pali della nazionale italiana. Ecco dunque le parole del capitano e del nostro mister:

Buffon sulle analogie fra il 2006 e il 2016: “Abbiamo vinto 2-0 la prima come dieci anni fa, il gruppo si forgia e diventa più forte andando avanti e conseguendo risultati. C’è una predisposizione dal primo giorno di Coverciano di creare un’amalgama e una sintonia. Se nel 2006 siamo riusciti a compiere l’impresa è stata dovuta a un’unità di intenti solo con 23 ragazzi”.
Conte sul turnover: “Abbiamo giocato solo una partita, sono stati quattro giorni in cui c’è stato tempo per recuperare e allenarci. Farò valutazioni fino a domattina, le sto facendo secondo parametri: uno è l’occhio, l’altro è parlando con i giocatori. Ripeto, si è giocata una sola partita, mi sembra eccessivo parlare di gente stanca. Non penso di fare grandi cambiamenti”.
Conte sulla qualità: “Premetto che non sono stato io a dire questa cosa, lo dicono tutti, non è che mi sia alzato la mattina. Sicuramente non è un periodo non molto felice del calcio italiano, ci sono delle difficoltà, serve far emergere dei talenti che possano fare grandi cose. Detto questo bisogna comunque fare del nostro meglio. Non so se è da considerarsi una squadra veterana, ma i ventitré penso siano i migliori. Un mese dove dobbiamo fare il massimo per ottimizzare tutto”.
Conte sulla tattica: “Bisogna attaccare la squadra in toto, sia nella fase difensiva che in quella offensiva. C’è il problema Ibrahimovic, ma potrebbero esserci problemi come Berg o Guidetti, i calci da fermo. Quando andiamo a valutare le squadre avversarie lo facciamo da squadra per poi estrapolare i difetti”.
Conte su Ibrahimovic e sul suo possibile approdo in Premier: “È talmente forte che può giocare in qualsiasi campionato del mondo, non vedo preclusioni, può spostare gli equilibri. Intanto c’è una squadra come la Svezia, molto quadrata, con una stella”.
Conte sulla crescita di Pellè: “La storia di Graziano è particolare, è dovuto emigrare all’estero per affermarsi come calciatore. Finché era in Italia non giocava, nel Parma era in panchina e poi è andato in Olanda. Confrontarsi con altre realtà gli ha dato più sicurezza. Ha lavorato anche tanto, è sicuramente un buonissimo attaccante. Mezzi fisici notevoli, è strano che sia dovuto emigrare, in tanto hanno molte più difficoltà quando vanno all’estero. Dimostra come la voglia e la volontà non conoscono ostacoli”.
Buffon su Bonucci: “Sono evidenti che caratteristiche abbia, è un playmaker difensivo della squadra, sa impostare benissimo, ha dei piedi felici che gli permettono di rischiare e osare delle giocate difficili. Ha il coraggio e la personalità per qualche giocata al limite. In questi anni a livello difensivo è migliorato tanto”.
Buffon su Zlatan: “Lo temiamo perché è uno di quei giocatori che fa la fortuna delle squadre in cui gioca. La Svezia non è solo Ibrahimovic, ma è chiaro che un talento come il suo, oltre alla forza, la convinzione e la consapevolezza di essere un campione non è riscontrabile negli altri. Per me sarà un bel problema”.
Conte sul modo di giocare: “Stiamo vedendo partite molto molto equilibrate, capisci che ogni gara è difficile, ne è l’esempio la Francia, ha avuto ragione dell’Albania solo al 90′, raddoppiando al 95′. La testimonianza è che comunque c’è grande equilibrio e preparazione, bisognerà fare grandi cose.
Buffon sulla mentalità juventina e sul rapporto con la difesa: “Sicuramente con tutti i reparti arretrati con cui ho giocato e condiviso tante esperienze ho sempre avuto un feeling particolare. E’ l’ingrediente più importante per cercare di arrivare, se non al successo, più avanti possibile. Con Leo, Giorgio e Andrea giochiamo insieme da anni, siamo una difesa collaudata, di ragazzi che si conoscono molto bene. Questo può rendere le cose un po’ più semplici”.
Buffon sulla seconda gara di Brasile 2014 contro il Costa Rica: “Storicamente nella seconda partita abbiamo avuto dei problemi, siamo qui per risolverli. L’inizio è stato confortante, probabilmente non ce lo aspettavamo neppure noi. Una nostra forza è sicuramente quella di conoscere i propri limiti, sai quel che devi mettere in campo e come preparare certe partite per non steccare. Con i nordici se fai un’ottima partita la vinci, buona la pareggi, non sufficiente perdi. Non ti regalano niente”.
Antonio Conte sulla sua squadra: “Ho un gruppo di ragazzi determinati, vogliosi di fare le cose per bene. Una singola partita non cambia l’atteggiamento dei ragazzi, ne sono convinto, abbiamo fatto una buona prestazione contro il Belgio. Non abbiamo ancora fatto nulla. Piedi piantati a terra, non abbiamo fatto nulla”.
Buffon ancora su Ibrahimovic e il 2006: “Di quel gol – del 2004, di tacco, ndr – non ho un gran bel ricordo, ho apprezzato più avanti il gesto tecnico. All’epoca Zlatan era un talento ancora giovane, non si riusciva ancora a capire che tipo di carriera avrebbe poi fatto. In questi dodici anni ha dimostrato più volte le sue capacità, quella rete l’ha già ripetuta tre o quattro volte. È una specialità della casa”.
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