Euro 2020, la rivelazione di Schmeichel su Eriksen: “La Uefa ci ha minacciato con il 3-0 a tavolino”. Ecco i dettagli

Pubblicato il autore: Mattia DElia Segui


Tutti sappiamo cosa è successo ad Euro 2020 nel match di sabato 12 giugno tra Danimarca e Finlandia. Durante il minuto 43 del primo tempo, Christian Eriksen si è accasciato al suolo a causa di un arresto cardiaco. Il match è ripreso poi in serata, alle ore 20:30, e la Finlandia ha avuto la meglio per 1 a 0. Inizialmente le voci erano quelle che i calciatori della Danimarca avessero insistito per giocare il match ma dalla parole di Peter Schmeichel sembra che la situazione sia molto diversa. Ecco di seguito le parole dell’ex numero uno del Manchester United.

Le parole di Peter Schmeichel

L’ex numero uno del Manchester United e della Danimarca, nonché padre dell’attuale portiere danese Kasper Schmeichel, è stato intervistato da BCC Radio Five Live ed ha aggiunto particolari a quanto è successo in campo al momento del collasso di Christian Eriksen, raccontatogli dal figlio Kasper:

È successo non molto lontano da dove si trovavano tutte le mogli dei giocatori e ovviamente non appena la moglie di Christian l’ha visto, è corsa in campo. Kasper e Kjaer hanno subito cercato di rassicurarla. Lei credeva che fosse morto, ma lui ha detto che Christian stava respirando“.

Lo stesso Peter Schmeichel ha poi rivelato che la stessa Uefa avrebbe messo alle strette la Danimarca minacciandola di una sconfitta per 3-0 a tavolino, se non avessero accettato una delle altre due opzioni proposte: riprendere il match in serata o rimandare la partita al giorno seguente a mezzogiorno. Queste le parole di Peter:

Hanno detto che i giocatori hanno insistito per giocare. So che non è la verità. O è così che tutti vogliono vederla. Gli rimanevano tre opzioni. Una era quella di giocare subito gli ultimi 50 minuti. La seconda opzione era riprendere l’incontro il giorno a mezzogiorno e terminare i minuti restanti. La terza opzione era quella di rinunciare alla partita e perdere 3-0. Quindi, sai, arrivaci da solo. Era veramente desiderio dei giocatori tornare a giocare? Avevano davvero questa scelta? Io non credo che l’avessero“.

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