Germania Argentina precedenti, è la finale dei record

Pubblicato il autore: Vincenzo Di Vaio

ger arg

Roma – Non si è ancora giocata, ma Germania Argentina entra di diritto nella storia dei Mondiali di calcio. La sfida tra le due squadre è ormai una classica: quello che si disputerà domenica sera al Maracanà sarà il settimo incontro tra le rappresentative dei due Paesi durante un campionato mondiale  (contando anche le partite contro Germania dell’Ovest e Germania dell’Est) diventando così la gara più giocata nelle fasi finali della Coppa del Mondo. Ma non solo, la finale Germania Argentina si ripete per la terza volta nella storia dei Mondiali, facendo registrare un nuovo record. I tedeschi, tra l’altro, sono per l’ottava volta all’atto decisivo di un Campionato del Mondo ed hanno il non invidiabile primato di finali perse (4). Il primo incrocio tra le due Nazionali si è avuto nel 1958, nella gara inaugurale dei Mondiali svedesi: la spuntarono i tedeschi dell’Ovest vincendo 3-1. Nel 1966 il secondo precedente mondiale, 0-0 ancora contro la Germania dell’Ovest. La prima sfida contro la Ddr si svolse nel 1974 e si concluse nuovamente in parità, 1-1. Dodici anni dopo, la prima vera e succosa sfida tra Germania ed Argentina, nella finale di Messico ’86.

L’Azteca celebra la Selecciòn di Maradona

E’ il Mondiale della Mano de Dios, del goal degli undici tocchi, dell’uno contro tutti. Diego Maradona porta l’Argentina in finale dopo un percorso fatto di colpi ad effetto (ne sa qualcosa Giovanni Galli) e sgarbi alla Regina. Di fronte c’è una Germania dell’Ovest dura a morire, ma che ha tutto il Messico contro: i tedeschi sono colpevoli delll’eliminazione ai rigori dei padroni di casa della competizione. La gara passa alla storia per il corpo a corpo tra El Pibe de Oro e Lothar Matthaus, chiamato ad una partita a tuttocampo contro l’asso argentino. La Selecciòn si porta sul 2-0 grazie alle reti di Valdano e del Tata Brown. Ma si sa, i tedeschi non mollano mai e riescono a rientrare in partita grazie alle reti Rummenigge e Voeller che sigla il pari a 10′ dalla fine. “Vedevo le gambe di Briegel ed erano ridotte uno straccio, i tedeschi barcollavano. Chiesi a Burruchaga se stava bene, lui mi rispose di sì ed io gli dissi ‘Bueno, allora andiamo a vincere“, Maradona racconta così l’attimo appena successivo al 2-2: la profezia del Diez si avverò proprio per mano di Burruchaga lanciato dal solito Maradona per il goal del definitivo 3-2. L’albiceleste è Campione del Mondo per la seconda volta.

Roma è tedesca, Brehme unisce la Germania dal dischetto

La finale di Città del Messico si ripropone quattro anni dopo. Una Germania Ovest spumeggiante viaggia ad alto ritmo fino alla finale dell’Olimpico di Roma: Olanda, Cecoslovacchia ed Inghilterra si inchinano alla squadra di Beckenbauer. L’Argentina, Campione del Mondo uscente, zoppica, passa a fatica e perde molti pezzi per strada. Maradona e soci, però, riescono a far fuori l’Italia ai calci di rigore, interrompendo le notti magiche ed i nostri sogni di gloria in un San Paolo di Napoli diviso tra l’amor di Patria e quello per Diego. L’eroe argentino, questa volta, è Sergio Goycochea : “el basco” è decisivo nell’epilogo ai penalty contro Jugoslavia ed Azzurri, è grazie a lui se l’albiceleste può difendere il titolo. Roma, arrabbiata per lo smacco subito dai sudamericani in semifinale, è tutta per la Germania. L’inno argentino è sonoramente fischiato, con Maradona che reagisce platealmente alle contestazioni del pubblico. La finale è una gara bruttissima, le due squadre non si fanno male: l’Argentina, senza mezza squadra, si difende mentre i teutonici non riescono a pungere. Sale in cattedra l’arbitro, il messicano Codesal, che prima espelle l’argentino Monzon, nega un rigore solare a Calderon e ne assegna uno inesistente ai tedeschi: Mattheus non se la sente, calcia Brehme e batte Goycochea. L’Olimpico non ha pietà delle lacrime di Maradona, mentre la Germania festeggia una Coppa del Mondo meritata, gradito antipasto prima della definitiva unificazione, dopo due finali perse di fila.

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Germania Argentina, rigori e prova tv nei quarti del 2006

L’ultimo dei precedenti della finale di domenica è datato 30 giugno 2006. La Germania, unita e padrona di casa, ritrova l’albiceleste nei quarti di finale. La gara è uno stillicidio di emozioni: vantaggio di Ayala, pari di Klose a 10′ dal termine dopo un assedio interminabile. Gli animi si innervosiscono: molti gli ammoniti, Cufrè viene espulso dalla panchina. Ai rigori, come vuole la tradizione, passano i tedeschi. Ma a fine gara succede un parapiglia: a farne le spese è Torsten Frings, beccato dalla prova tv (immagini di Sky Italia) nell’atto di tirare una manata a Julio Cruz. Il frangiflutti di Klinsmann è squalificato dal giudice sportivo, i media tedeschi danno vita ad una campagna d’odio contro l’Italia e gli italiani. Sappiamo bene com’è finita…

 

 

 

 

 

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