Amarcord mondiale: Totti e il 2006 da ricordare

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui


Quello del 2006 è per gli sportivi italiani uno dei momenti della nazionale (insieme a molti altri) più alto da ricordare visto com’è andata, ma quell’anno è stato particolare per mille sfaccettature. Purtroppo oggi ne parliamo con rammarico visto che una classe di campioni come quella del mondiale 2006 difficilmente rinascerà nella sua interezza. Inizia male l’anno del quarto mondiale italiano, c’è calciopoli che ha colpito con la sua scure un calcio corrotto, e i perbenisti non vogliono che l’Italia partecipi o che Lippi (accusato perché ex juventino) sia il CT. Sembra un clima già vissuto nel lontano 1982 con la bistrattata nazionale di Bearzot che poi arriva a Madrid alzando la Coppa del Mondo. È il 19 febbraio 2006, è la prima Roma di Spalletti; in un innocuo RomaEmpoli (1-0 gol di Perrotta) dopo appena 12 minuti per un brutto intervento di Vanigli (conosciuto più per questo che per la sua carriera) la Roma perde il suo capitano, autore fino a quel momento di 15 reti in 24 partite. Frattura al livello del terzo medio del perone sinistro con associata lesione capsulo-legamentosa complessa del collo del piede sinistro

Comincia la salita
Appena subito l’infortunio, Francesco Totti si affida al Prof. Mariani luminare dell’ortopedia che lo opera applicandogli una placca con otto viti (che sono ancora li) consigliando al campione un mese di riposo assoluto e poi tanta piscina come rieducazione muscolare per poter rincorrere il sogno mondiale dal momento che Francesco Totti ha ricevuto le rassicurazioni del CT Marcello Lippi, ovvero la promessa di aspettarlo fino all’ultimo per aggregarlo alla spedizione azzurra che volerà in Germania con la possibilità di giocarsi la sua chance mondiale, spinta in più per il capitano alle prese con un recupero lungo e difficile, il referto recitava chiaro ed in pochi avrebbero creduto in un recupero mondiale. Recupero che avviene come un miracolo, dando la possibilità a Francesco Totti di aggregarsi alla rosa che avrebbe partecipato a Germania 2006, con qualche mugugno degli anti-Totti perché un giocatore a mezzo servizio non avrebbe reso come uno integro, semmai c’è ne fosse stato uno uguale (solo in futuro si è capito l’enorme perdita a livello tecnico, e che giocatori così vanno usati anche con una sola gamba)

Il mondiale
Sì parte, la spedizione azzurra è in Germania il girone ci presenta: Ghana; Stati Uniti e Repubblica Ceca. Doppio due a zero contro africani e cechi, e pari con gli americani. Risultati che ci consentono di andare agli ottavi dove ci aspetta la rivelazione Australia. Francesco Totti gioca 56 minuti contro il Ghana; 35 minuti contro gli Stati Uniti e tutta gara con la Repubblica Ceca, partendo in panchina contro i canguri. La partita è tirata e difficile, resa più complicata dall’espulsione di Materazzi dopo 5 minuti del secondo tempo, gli azzurri non riescono a sfondare, ed al 75 minuto Lippi manda dentro Totti per Del Piero. E mentre si paventa lo spettro dei rigori, ecco che in pieno recupero Grosso conquista un calcio di rigore, è l’ultima chance ed è sui piedi di Francesco Totti. Freddezza da pistolero e palla nel sacco, l’Italia continua il suo mondiale grazie alla rete del capitano giallorosso. Cammino che prosegue contro Ucraina (quarti, 90 minuti giocati); Germania (semifinale, 90 minuti giocati); e Francia (finale 61 minuti). Risultando un protagonista della lunga cavalcata conclusa trionfalmente sotto il cielo di Berlino

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