Mondiali: la Germania non muore mai, Svezia fulminata al fotofinish

Pubblicato il autore: fabricondo Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Il mantra, puntualmente, si è ripetuto anche ieri sera a Sochi: il calcio è quello sport dove 22 persone inseguono il pallone e alla fine vince sempre la Germania. Figuriamoci poi quando manca l’Italia, che ha (quasi) sempre l’antidoto a portata di mano. Stavolta è stata la Svezia – a proposito di Italia… – a pagare il conto salatissimo ad una manciata di secondi dal termine, quando Kroos ha tirato fuori dalle secche la Mannschaft, che era con un uomo in meno e con un piede e mezzo fuori dai Mondiali. Una punizione velenosa, complice il piazzamento non proprio felicissimo del portiere Olsen, ha risollevato i Campioni del Mondo in carica e gettato nello sconforto gli scandinavi, che già vedevano gli ottavi di finale. E tutti a dire: vuoi vedere che anche questa volta i tedeschi arrivano fino in fondo?

Possibile che la Germania ora fili dritta come un treno, dopo essersi scrollata di dosso ruggine e paure, ma ci sono due aspetti da non sottovalutare. Loew ha dato una scossa con qualche cambio dopo la sconfitta col Messico, ma l’impressione è che serva ancora più coraggio per rivitalizzare la squadra, vedi Brandt: ha fatto più il 22enne del Bayer Leverkusen in pochi minuti che alcuni veterani, apparsi sgonfi e appannati. E poi l’arbitro, contestato duramente dagli svedesi a fine partita. Nel primo tempo il polacco Marciniak non ha concesso un rigore, apparso evidente, per fallo di Boateng su Berg: col Var assente ingiustificato. Fatto sta che, oltre al penalty, ci stava il rosso al difensore tedesco, poi espulso – giustamente – nel secondo tempo. Un episodio determinante nell’economia della gara.

Insomma, non è tutto oro quel che luccica, d’altronde il gol del campione del Real Madrid è arrivato all’ultimo minuto di recupero. Tirato un sospiro di sollievo, Loew dovrà fare un bel po’ di riflessioni in vista della sfida contro la Corea del Sud: fermi a zero punti, gli asiatici non sembrano un ostacolo insormontabile, ma servirà una Germania più sciolta e in palla per evitare brutte sorprese e volare agli ottavi, dove si comincerà a fare sul serio. Considerando che al Messico basterà un punto per arrivare primi, i tedeschi potrebbero arrivare secondi e incontrare la prima del Gruppo E, quello del Brasile. È vero che anche i verdeoro hanno i loro problemi e pure loro hanno superato il Costa Rica solo nel recupero, ma non vedono l’ora di prendersi la rivincita sulla Germania a 4 anni dal drammatico “Mineirazo”: un 7-1 che brucia ancora sulla pelle della Selecao.

Quindi, fossimo nel ct campione del mondo, ridaremmo una rinfrescata all’11 titolare. Bene l’inserimento di Reus – l’autore del pari – uno in credito con la fortuna e che ha fame, ma Loew può e deve attingere ancora da una panchina lunga, come forse nessun’altra nazionale presente in Russia. Gomez ha dato più verve all’attacco, dove Werner stenta e Muller appare fuori fase, ma servono i gol, dato curioso per una squadra andata sempre in rete con facilità. La freschezza di Brandt e Goretzka potrebbe regalare imprevedibilità alla Germania, l’esperienza farà il resto, Perché, gira e rigira, alla fine la Mannschaft arriva quasi sempre sul podio e un motivo ci sarà. E allora ritorna quel mantra…

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