Tabarez, la lezione del maestro: l’Uruguay non si arrende mai

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Tabarez, un’immagine che parla da sola. Quando si vince una partita all’ultimo minuto la gioia è grande. Sopratutto se lo si fa ad un campionato del mondo. Ancor di più se da tempo si lotta contro una brutta malattia. Oscar Tabarez a braccia alzate dopo il gol di Gimenez contro l‘Egitto è certamente l’istantanea più bella di questo inizio di Mondiale Russia 2018. Il c.t. uruguaiano, 71 anni, è affetto dalla sindrome di Guillain-Barrè. Una malattia che colpisce il sistema nervoso e i muscoli. Tabarez ha difficoltà a camminare, tanto che si aiuta con le stampelle o con la sedia a rotelle. Tutto questo non gli ha impedito di partecipare al suo quarto mondiale con la Celeste. Superfluo aggiungere che i giocatori uruguaiani in questo campionato del mondo daranno sempre un qualcosa in più per il loro allenatore.

Sulle rive del Rio della Plata è per tutti il Maestro. Un uomo colto, educato, d’altri tempi. Due anni fa gli è stata diagnosticata questa rara malattia. Tabarez poteva farsi da parte, anche perché la Coppa America era andata piuttosto male. Invece no, è ripartito con i suoi fedelissimi inserendo anche qualche giovane. Ieri con l’Egitto abbiamo visto Bentancur e De Arrascaeta. I due non hanno brillato, ma forse hanno pagato lo scotto dell’esordio mondiale. La rassegna iridata può far tremare le gambe anche ai più esperti, vedi le occasioni sciupate da Suarez. Non ha tremato la testa di Gimenez. Così come le gambe di Tabarez, felice come un bambino al gol del suo Uruguay. E’ la magia del calcio. E’ la magia del Mondiale.

Tabarez, l’uomo dei record e un sogno mondiale

E’ stato un debutto difficile, sofferto. Lo si sapeva. L’Egitto di Hector Cuper è squadra molto organizzata e pericolosa in contropiede. Tra i Faraoni si è sentita molto la mancanza di Salah, ma Cuper ha preferito non rischiarlo. Alla fine è arrivata la capocciata di Gimenez a risolvere i guai per la Celeste. L‘Uruguay ora guarda con molto più ottimismo al futuro in Russia. Una vittoria con l’Arabia Saudita e gli ottavi sarebbero in tasca. Certo pensando di dover sfidare Spagna o Portogallo il livello delle prestazioni dovrà salire.

Gli uruguaiani storicamente soffrono sempre nei gironi di qualificazione, poi però diventano molto pericolosi nella fase ad eliminazione diretta. Tabarez dovrà cercare di far rendere al meglio Cavani e Suarez. I due attaccanti sono pericolosissimi quando possono duettare nello stretto. Contro l’Egitto hanno deluso i due esterni. Nandez e De Arraascaeta non hanno mai creato superiorità sulle fasce. In  questo senso potrebbe essere utile l’inserimento di Laxalt. Il mancino del Genoa garantisce spinta e tecnica sulla sinistra. Con l’Arabia Saudita potrebbe toccare a  lui. Intanto Tabarez si gode il successo contro l’Egitto sapendo di avere a disposizione una delle migliori coppie difensive del Mondiale. Godin-Gimenez non solo sanno ergere un muro solido, ma sanno anche essere molto pericolosi in attacco. Il sogno iridato dell’Uruguay di Tabarez passa sopratutto per loro due. In certi casi la miglior difesa è proprio la difesa.

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