Mondiali 2018, Russia accusata di doping: “Giocatori inalavano ammoniaca”

Pubblicato il autore: Gabriele Tufano Segui
MOSCOW, RUSSIA - JUNE 14: Aleksandr Golovin of Russia scores his sides fifth goal from a free kick during the 2018 FIFA World Cup Russia Group A match between Russia and Saudi Arabia at Luzhniki Stadium on June 14, 2018 in Moscow, Russia. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

Aleksandr Golovin – Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Si è da poco concluso il cammino della Russia nel Mondiale. Le prestazioni fatte registrare dalla squadra allenata da Cherchesov sono state inaspettatamente positive considerando che prima della rassegna iridata occupava la 70esima posizione del Ranking FIFA, risultando, da questo punto di vista, la peggior squadra tra le 32 che hanno preso parte al Mondiale. Ma si sa, il calcio è imprevedibile. Infatti, a conferma di ciò, la Russia dopo ben 32 anni è riuscita ad accedere di nuovo alla fase ad eliminazione diretta di un Mondiale. Con due vittorie e una sconfitta, infatti, Golovin e compagni hanno chiuso il girone al secondo posto, dietro l’Uruguay. Giunta agli ottavi di finale, la Russia ha compiuto un ulteriore miracolo, riuscendo ad eliminare ai calci di rigore una delle Nazionali candidate alla vittoria finale: la Spagna. Protagonista assoluto nella lotteria dei calci di rigore è stato il portiere Akinfeev che, grazie alle parate su Koke e Iago Aspas, è risultato decisivo per il passaggio del turno della sua Nazionale. Giunta sino ai quarti di finale, il cammino della squadra di Cherchesov si è interrotto per mano della Croazia che dopo una partita sofferta e ricca di colpi di scena, è riuscita a superare la Russia solo ai calci di rigore.

Un percorso strabiliante, dunque, sul quale però sono state gettate delle ombre dalla stampa tedesca. Si perchè due quotidiani tedeschi, la BildSüddeutsche Zeitung, hanno evidenziato un particolare che ha creato diverse discussioni. Prima del match giocato contro la Croazia, Golovin, Kutepov e altri giocatori della Nazionale russa sono stati immortalati mentre si annusavano la mano. Per la stampa tedesca, i calciatori russi stavano inalando ammoniaca, sostanza utile a rendere più reattivi i giocatori. Una accusa mossa dalle invidie per la precoce eliminazione della Germania dalla rassegna iridata? A quanto pare no perchè, dopo queste accuse, il medico della Russia, Eduard Bezuglov, si è trovato costretto a fare chiarezza in merito, dichiarando: “Si trattava semplicemente di ammoniaca messa su batuffoli di cotone per essere inalata. È una cosa che fanno in migliaia di atleti, si usa da decenni non solo nello sport ma anche nella vita di tutti i giorni quando qualcuno perde conoscenza o si sente debole. Non ha nulla a che fare con il doping. Il forte odore è quello classico dell’ammoniaca, ma è una cosa che possono fare tutti, con del cotone e con dell’ammoniaca presa in farmacia”.

In effetti è proprio così. L’ammonica non rientrerebbe tra le sostanze vietate dalle normative internazionali antidoping, nonostante per alcuni comportino dei benefici fisici. Polemiche terminate, dunque. A quanto pare no. L’amministratore delegato dell’agenzia antidoping statunitense, Travis Tygart, infatti, ha alimentato la diatriba affermando: “Miglioramenti così improvvisi delle prestazioni vanno monitorati sarebbe ingenuo non aspettarsi violazioni delle norme antidoping da parte della Russi”. Altro aspetto criticato è il sistema antidoping adottati dalla FIFA. Secondo il giornalista tedesco, Hajo Seppelt, infatti, sarebbe anomala l’assenza della WADA (Agenzia Mondiale Anti-Doing): “Nei precedenti tornei erano presenti rappresentanti della WADA, mentre ora è la stessa Fifa a occuparsi dei test, del trasporto dei campioni e delle analisi”.”

 

  •   
  •  
  •  
  •