Premier League, alcuni club si oppongono alla ripresa

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui


Anche la Premier League, come il resto dei campionati europei, sta cercando un modo per ripartire e portare regolarmente a termine la stagione. Il campionato è stato bloccato lo scorso 13 marzo con il Liverpool saldamente in testa e ad un passo dalla vittoria dello Scudetto. Mentre la Federazione si prodiga per mettere a punto un protocollo che, come qui in Italia, fornisca ai club delle linee guida per ripartire in sicurezza, alcune squadre di bassa classifica si oppongono alla ripresa del campionato e invocano l’annullamento delle retrocessioni.

Premier League, alcuni club lamentano: “Non vogliamo giocare in campo neutro”

Alla base di un simile rifiuto, ci sarebbe la decisione della Lega di far disputare le residue gare di campionato in campo neutro e a porte chiuse. Anche in Inghilterra infatti, così come nel nostro Paese, alcune aree sono state più colpite dai contagi. In particolar modo Londra che rappresenta l’epicentro dell’epidemia e ospita ben quattro squadre di massima serie. A tale decisione si sono però opposte le squadre che stanno lottando per la permanenza in Premier League in quanto, a loro dire, giocare in campo neutro e a porte chiuse li priverebbe del fattore tifo:

Dal nostro punto di vista, giocare in campo neutro e senza pubblico, in un momento così cruciale della stagione, potrebbe avere effetti materiali sul prosieguo della competizione”.
ha spiegato un portavoce del Brighton. Intanto la Federazione ha già inviato i kit per i test a tutte le squadre della Premier League, per un ammontare di spesa pari a circa 4 milioni di sterline, come riporta il Sun.L’auspicio di riprendere il campionato rimane e si riflette anche nelle parole di Origi, attaccante del Liverpool, che ha parlato di “dolore atroce” nel caso la sua squadra non si vedesse assegnare lo Scudetto a causa dell’annullamento della stagione. Resta il fatto che, ad oggi, non ci sono ancora certezze in merito ad un eventuale ripresa e i club d’Oltremanica potrebbero rassegnarsi a chiudere anzitempo l’attività agonistica.

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