Il governo UK rifiuta la proposta di beneficienza di Rashford

Pubblicato il autore: Giacomo Morandin Segui

Marcus Rashford non è un eroe, ma un ragazzo umile cresciuto nelle periferie di Whytenshaw che conosce bene le situazioni familiari delle famiglie più povere della comunità.
“Voglio aiutare il più possibile tutte queste persone in un momento così difficile. Il coronavirus ha lasciato moltissime famiglie senza cibo e in povertà, so come ci si sente e voglio aiutarle”, parlava così Rashford in pieno lockdown ad aprile dopo l’apertura del suo progetto di beneficienza “Covid Summer Food Fund“.
A giugno il calciatore dello United aveva permesso a 1,3 milioni di bambini in Inghilterra di poter usufruire di un voucher di 15£ a settimana per beneficiario, con il quale acquistare gratuitamente pasti caldi, anche durante le vacanze scolastiche estive.
Anche in quel caso il premier britannico Boris Johnson si era inizialmente opposto, per poi dare l’ok.

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Il governo si oppone, Rashford risponde creando un network di beneficienza su Twitter

Poco meno di una settimana fa, il Parlamento britannico ha bocciato la proposta di prolungare il termine di scadenza del progetto che Rashford voleva allungare anche alla stagione invernale: 322 voti contro 261.
A quel punto il 22enne dello United ha preso una decisione: “Non lascerò che questi bambini muoiano di fame”.

La sua nuova proposta è stata quella di allungare la disponibilità dei pasti gratuiti per ogni bambino di una famiglia che sia inserita nel Credito Universale, ovvero una lista delle famiglie che necessitano di aiuto dei servizi sociali a causa della situazione di povertà: questo vuol dire che altri 1.5 milioni di bimbi dai 7 ai 16 anni potrebbero accedere a questa possibilità.
Il prezzo dei pasti inoltre si è alzato a causa dell’alta richiesta (circa 4.10£ a settimana), e Rashford vuole coprire anche questa spesa.

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Appena la notizia della bocciatura del Governo è passata alla cronaca, Rashford ha inoltre dato la disponibilità a chiunque volesse aiutarlo nella campagna di beneficienza, a usufruire del suo profilo Twitter.
In pochissime ore migliaia di cafè, ristoranti, bar e pub in goni città d’Inghilterra hanno inondato il profilo di Rashford, e daranno da mangiare gratuitamente ai bambini che ne avranno bisogno.

L’attaccante inglese ha chiesto alle istituzioni di ripensarci: “La povertà non è mai colpa dei bambini. Milioni di bambini si ritrovano in ambienti vulnerabili e cominciano a chiedersi cosa significa davvero essere britannici”.

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