Caso Anna Frank: multa di 50 mila euro per la Lazio

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui


Siamo ormai giunti al termine del lungo mese di gennaio 2018. In questi ultimi giorni come di consueto vengono ricordate le centinaia di migliaia di persone scomparse a causa dell’olocausto, situazione che ha portato allo sterminio di ebrei, prigionieri di guerra e di civili. Proprio nella giornata odierna una notizia calcistica ha sconvolto parecchio l’Italia: infatti la curva della Lazio che si era resa protagonista qualche mese fa esponendo simboli antisemiti che ritraevano la faccia di Anna Frank vestita con la maglia della Roma, se l’è cavata con una multa di soli 50mila euro pagabili dalla società. Una notizia veramente sconvolgente ed incredibile, che rispecchia la situazione del calcio in Italia, ma non solo, che rispecchia una società dormiente e senza polso.
Nei mesi scorsi si è parlato di un possibile doppio turno senza la curva della Lazio, che avrebbe dovuto giocare senza il supporto della tifoseria più calda. Ma ciò non è avvenuto, e ad aggravare la situazione ci ha pensato proprio il presidente biancoceleste Lotito affermando frasi choccanti che nulla avevano a che fare con lo sport e con la solidarietà, in merito alle scuse che avrebbe dovuto porgere agli ebrei tirati in causa dalla curva laziale. Ma non solo, il patron della Lazio ha anche aggiunto che se avessero chiuso la curva dello Stadio Olimpico, lui stesso avrebbe aperto i cancelli per permettere ai tifosi di entrare. 

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E’ oggettivamente una punizione veramente riduttiva quella di sanzionare la società Lazio con 50 mila euro di multa quando invece per una bottiglietta lanciata in campo da un tifoso atalantino nei confronti del napoletano Koulibaly si chiude l’intera curva nerazzurra. Puoi incollare massimo 50 parole alla volta 3 volte ad articolo.
E’ chiaro che la pena per la curva dell’Atalanta sia quella prevista dal regolamento, anche se in questo caso sarebbe più consono individuare il responsabile e sanzionarlo. Invece per quanto riguarda la curva laziale è diverso, perché qui si parla di antisemitismo diffuso, una piaga che si sperava fosse debellata ma che invece torna puntualmente in contesti che dovrebbero essere solo di divertimento e di festa, ma ciò che fa più male è sapere che non è la prima volta che capitano situazioni simili.
Tralasciando le indegne frasi di Lotito, in Italia manca del tutto la cultura non solo sportiva, ma anche sociale, dato che spesso si chiudono gli occhi dinanzi a tali fatti che avvengono sistematicamente in Serie A, ma purtroppo il tifoso medio si concentra solamente a parlare di arbitri e di inezie, quando esistono delle situazioni ben più gravi di un’errata valutazione del direttore di gara.

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E’ necessario riflettere, ed in questo caso è necessario altresì ricordare ciò che il procuratore federale Giuseppe Pecoraro ha compiuto sempre due settimane fa, quando ha inviato una richiesta di squalifica al giudice sportivo, chiedendogli esplicitamente, pur non essendo il suo compito, di squalificare Medhi Benatia della Juventus per un fallo di gioco commesso dal difensore marocchino, senza parlare della curva del Cagliari scagionata per i cori razzisti all’indirizzo di Matuidi, dei quali addirittura la società isolana si è anche scusata inviando il proprio sostegno allo stesso centrocampista bianconero.
Invece in un caso ben più grave come quello di Anna Frank il procuratore federale non interviene in modo duro, accogliendo il ricorso, riducendo la pena ad una semplice multa nei confronti della società Lazio.
E’ chiaro che ci si trova dinanzi ad una situazione paradossale, perché non sono concepibili questo tipo di situazioni, qui non si parla più di calcio, ma di cultura. La Shoah ha sterminato centinaia di migliaia di persone, quale insegnamento si garantisce alle future generazioni se problemi come questi vengono affrontati così superficialmente?

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