Esoneri serie A, il cambio non serve. Gattuso-Ballardini eccezioni che confermano la regola

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

FLORENCE, ITALY - DECEMBER 30: Manager of AC Milan Gennaro Gattuso gestures during the serie A match between ACF Fiorentina and AC Milan at Stadio Artemio Franchi on December 30, 2017 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)Esoneri serie A, cambiare non serve. Con il largo successo del Napoli a Cagliari va in archivio anche la 26esima giornata del massimo campionato. Un turno monco, visto che Juventus-Atalanta non si è giocata a causa della neve. Dopo 2/3 pieni del campionato si impone una riflessione su un atavico dubbio, serve o non serve cambiare allenatore? Una prima risposta sarebbe no. Fino ad ora sono 8 i cambi in panchina, che hanno portato risultati molto alterni. Due subentrati come Iachini e Diego Lopez sono in discussione. Il Sassuolo andava male con Bucchi, ma con l’ex Palermo e Sampdoria non se la passa meglio. Gli emiliani hanno perso quattro delle ultime cinque partite, avendo solo 3 punti sulla zona retrocessione. Non se la passano molto meglio i sardi. Con Rastelli le cose non andavano così male. Con Diego Lopez si è vinto una sola partita delle ultime cinque, la zona retrocessione non è a distanza di sicurezza.

Esoneri serie A, Benevento e Crotone nel limbo. Altri due subentrati in corso d’opera sono Roberto De Zerbi e Walter Zenga. L’ex Foggia e Palermo è arrivato nel capoluogo sannita in una situazione disperata. Il Benevento ora è una squadra totalmente diversa rispetto a quello di inizio stagione. De Zerbi ci ha messo del suo, ma l’impressione è che sia davvero troppo tardi. Ma l’allenatore milanese meriterebbe la chance di riportare in serie A il Benevento, sempre che la retrocessione in B diventi realtà. Particolare il caso-Crotone. Davide Nicola si è dimesso, per contrasti insanabili con la dirigenza. I calabresi erano al di fuori della zona retrocessione. Così come lo sono con Zenga, anche se ora i rossoblu hanno un solo punto di vantaggio sulla Spal terzultima. Restano 12 giornate a entrambi per poter dire se il cambio di panchina ha fatto bene o no.

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Esoneri serie A, Gattuso-Ballardini eccezioni che confermano la regola

Esoneri serie A: Oddo bene, ma non benissimo. Il suo arrivo sulla panchina dell’Udinese aveva fatto fare sogni europei friulani. Poi il ritorno alla realtà. Massimo Oddo sta facendo bene in Friuli. Sconfitta all’esordio con il Napoli, poi cinque vittorie consecutive con lo scalpo eccellente dell‘Inter a San Siro. Un punto nelle ultime quattro partite hanno fatto tornare l’Udinese alla sua dimensione. L’ex Pescara ha fatto meglio di Del Neri, ma l’impressione è che con quello che ha a disposizione non si possa fare molto di più. Analogo discorso per il Torino. Da Mihajlovic a Mazzarri non sembra sia cambiato granché. La stagione continua ad essere più grigia che granata.

Esoneri serie A: Gattuso e Ballardini nuovi, ma non nuovissimi. Chi ha cambiato volto alla sua squadra è stato Rino Gattuso. Subentrato a Montella a fine novembre, Ringhio ci ha messo un po’ per trovare la quadratura del cerchio. Il suo Milan ora è una squadra vera, che può ancora sognare la Champions League. Mercato estivo riabilitato, giovani che si stanno consacrando, Fassone-Mirabelli già preparano la conferma per la prossima stagione. Certo Gattuso è uno che a Milanello conosci anche i nascondigli nei boschi circostanti. Un vantaggio non da poco quando si subentra in corsa. Una conferma che invocano anche i tifosi del Genoa per Davide Ballardini. Il tecnico ravennate, all’ennesima avventura al Genoa, ha invertito nettamente la rotta rispetto all’era Juric. Difesa d’acciaio e rigenerazione di qualche vecchietto, più qualche innesto azzeccato a gennaio. Il Genoa con 30 punti intravede la salvezza. I tifosi del Grifone però sono stanchi di soffrire. Soprattutto vedendo i cugini della Sampdoria in lotta per l’Europa.

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Esoneri serie A, Sarri e Allegri esempi per tutti

Esoneri serie A, la continuità paga sempre. Non è certamente un caso che ai primo tre posti della classifica ci siamo tre squadre che hanno il medesimo allenatore da un po’ di tempo. L’era Sarri è al terzo anno di fila al Napoli, Allegri al quarto, Simone Inzaghi al terzo. L’allenatore della Lazio può sommare anche gli anni trascorsi nel settore giovanile biancoceleste. Basti pensare che la Roma ha avuto 3 allenatori negli ultimi 3 campionati (Garcia-Spalletti-Di Francesco), l‘Inter 4 (Mancini-De Boer-Pioli-Spalletti), il Milan 4 ( Mihajlovic-Brocchi-Montella-Gattuso).

Una bulimia che non paga, soprattutto per restare al vertice. La continuità resta un valore fondamentale, anche in questo calcio che frulla tutto e tutti. Resta pura verità il dogma del grande Vujadin Boskov:Ci sono due tipi di allenatori al mondo: quelli esonerati e quelli devono essere esonerati”. Meglio non esagerare, la stabilità alla fine premia sempre. Per ulteriori informazioni chiedere a Napoli e Juventus.

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