Juventus, forza e prepotenza dei bianconeri. Politano e gli altri casi “contestati” sul mercato

Pubblicato il autore: Samuele Zagagnoni Segui

Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

La Juventus è la squadra che negli ultimi anni ha mostrato di essere nettamente superiore rispetto a tutte le altre concorrenti. Tale superiorità si è manifestata sotto diversi profili: sportivi, economici e di programmazione. Infatti, non è un caso che, oltre ad essere la squadra che ha vinto di più, ed ha speso di più per acquistare i vari calciatori è anche quella che è riuscita a portare a termine le operazioni più intelligenti (vedi Kheidira a parametro zero).
Questa primazia assoluta della squadra bianconera, però, è stata alimentata anche da un modo di fare “prepotente”. La squadra bianconera, infatti, sulla scia di quello che il Bayern Monaco fa da anni, oltre a pensare a rinforzarsi sempre di più, ha pensato bene anche di ostacolare la crescita dei suoi competitors.

Il caso Politano
L’ultimo esempio di questa strategia è la presunta manovra di disturbo che il club avrebbe posto in essere nella trattativa tra il Napoli e la Juventus per Matteo Politano. Il d.s. Marotta, quasi al termine del mercato, intervistato a Premium Sport,  aveva confermato che “per Politano ci siamo limitati ad un sondaggio, ne apprezziamo le qualità ma non siamo intenzionati ad un affondo”. In effetti, i giorni successivi diranno che la Juventus non acquisterà Politano, ma anche che il Sassuolo aprirà ad una cessione del calciatore al Napoli solamente alle 22 del 31 gennaio (ad un’ora dalla chiusura del mercato).
Dal punto di vista tecnico, l’impressione è che alla squadra bianconera un altro esterno mancino (dopo Federico Bernardeschi e Douglas Costa) non servisse proprio, anche al netto dell’infortunio di Juan Cuadrado.
Aurelio De Laurentis, intervistato alla Gazzetta dello Sport,  in risposta ad una domanda sull’azione di disturbo della Juventus nella trattativa Politano – Napoli, ha dichiarato: “Non sono io a dirlo. Il giro l’ho capito ma non faccio dietrologia“.
Giustamente il presidente del Napoli non ha voluto fare dietrologia, però, può essere interessante ricordare dei recenti casi in cui la Juventus, per mantenere la sua primazia, ha ostacolato la crescita delle rivali.

Il caso Rincon
Lo scorso gennaio la squadra giallorossa era ad un passo dall’acquisto del grintoso centrocampista Rincon. Nell’idea del tecnico Luciano Spalletti il giocatore era necessario per far rifiatare i vari Nainngolan e Strootman che, fino a quel momento, stavano tirando troppo la carretta.
Il resto è storia nota, la Juventus anticipava la Roma ed acquistava il giocatore che, da gennaio a maggio (prima di essere ceduto al Torino), scendeva in campo per 90 minuti in una sola occasione (nella partita vinta contro il Crotone). Dimostrazione, abbastanza chiara, che Allegri del centrocampista non ne avesse bisogno.

I casi Pjanic ed Higuain
La dimostrazione più evidente della forza economica e della “prepotenza” della squadra bianconera risale a due estati fa.
In quell’occasione, la Juventus, che si trovava a far fronte alla cessione di un giocatore importante come Paul Pogba, comprava Miralem Pjanic dalla Roma (per 32 milioni di euro) ed Higuain dal Napoli (per circa 90 milioni). Entrambi i giocatori, che quindi appartenevano alle squadre che avrebbero poi lottato per lo scudetto proprio con la Juventus (finendo rispettivamente a 4 e 5 punti di distacco), sono stati acquistati tramite il pagamento della clausola rescissoria. Ossia in modo tale da non dover trattare il trasferimento con le società.

Sembrerebbe che la strategia, del tutto legittima, è quella di crescere e ostacolare la crescita delle altre. I risultati dicono che, come anche il Bayern insegna, la strada è quella giusta. Pertanto, aspettiamoci di continuare a vedere una Juventus forte ma un pochino prepotente.

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