Serie A: addio a Sky e Mediaset, arrivano gli spagnoli di Mediapro

Pubblicato il autore: Federico Plotti Segui


Dopo 15 anni, dalla prossima stagione, potrebbe finire il duopolio formato dalla coppia Mediaset e Sky per quanto riguarda la serie A. I diritti per trasmettere le partite del massimo campionato italiano se li è aggiudicati, infatti, l’iberica Mediapro, che già opera nella ricchissima Liga spagnola con un’offerta da un miliardo cinquanta milioni e mille euro, poco sopra la base minima d’asta ma sufficiente abbastanza per scalzare gli altri concorrenti nella corsa all’acquisizione dell’intero pacchetto, 320 partite a partire dalla stagione 2018/2109 fino al 2021.

Soddisfatta la Lega di Serie A che finora non aveva mai visto tanto denaro, soddisfatti pure i presidenti, soprattutto quelli delle grandi squadre perché adesso si spartiranno sempre la fetta più importante dei diritti televisivi ma adesso ancora più grossa. Sembrerebbe, dunque, proprio la fine di un’era e l’inizio di un’altra con Sky e Mediaset costrette a rinunciare a una delle voci più importanti dei loro utili, il campionato di calcio che, nonostante tutto, continua ancora a rappresentare uno dei pochi “buoni investimenti” per le pay-tv.
Ora bisognerà capire quali siano le reali intenzioni di Mediapro se sia vera la sua volontà di avviare un nuovo canale televisivo dedicato alla Serie A da rivendere poi a chi sarà interessato, presumibilmente, senza grandi competitor nel mercato italiano, ancora a Sky e Mediaset che però, a quel punto, senza occuparsi più della produzione e anche della gestione degli spazi pubblicitari, diventerebbero solo dei semplici distributori.
Per i tifosi non dovrebbe cambiare nulla per le emittenti invece molto specie per il colosso di Ruperth Murdoch che sul calcio, in questi anni, ha investito tantissimo.
Ma non è ancora detta l’ultima parola.

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Sky ha già diffidato la Lega chiedendo che le trattative con Mediapro vengano immediatamente interrotte e che la società iberica venga esclusa dalla procedura di assegnazione dei diritti tv. Secondo il legali di Sky il network spagnolo avrebbe fatto concorrenza sleale agendo non come intermediario indipendente, ruolo per cui la Lega aveva istruito l’asta, ma come un vero e proprio operatore della comunicazione contravvenendo in più di un punto non solo i requisiti del bando di gara ma la lelle Melandri sui diritti televisivi.

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