Udinese, Tudor: “Squadra dal grande potenziale. Contro l’Inter per giocarcela”

Pubblicato il autore: Yuri Lo Stuto Segui

VERONA, ITALY - JANUARY 05: Udnese players celebrates after Nenad Tomovic of Chievo Verona own goal during the serie A match between AC Chievo Verona and Udinese Calcio at Stadio Marc'Antonio Bentegodi on January 5, 2018 in Verona, Italy. (Photo by Dino Panato/Getty Images)

L’Udinese di Igor Tudor è arrivata ad un bivio. Ora i punti sono fondamentali per la squadra friulana, precipitata al quattordicesimo posto in classifica con soli 3 punti sul terz’ultimo posto. L’Udinese non vince ormai dal 28 gennaio, da quella partita contro il Genoa a Marassi. Da lì in poi solo sconfitte, 11 per la precisione ed un pareggio, tra l’altro molto amaro incassato a Benevento domenica scorsa, al 90′. La classifica si guarda ed è pericolosa, in quanto le squadre dietro stanno arrivando, su tutte il Crotone che ora ha agganciato proprio i friulani a quota 34 punti. Poi attenzione al Cagliari e alla SPAL, due compagini mai dome. Molto dipenderà anche dal risultato tra Chievo e SPAL: in questo momento i clivensi sono terz’ultimi a -1 dagli estensi in cerca di punti per salvarsi definitivamente. L’Udinese è poco più in alto, ma domenica alle 12:30 se la vedrà contro l’Inter. Un’Inter ferita dopo la sconfitta subita in casa contro la Juventus sabato scorso all’89’. Polemiche a parte, i nerazzurri vogliono ripartire per tornare a sperare in un posto in Champions League. 

Una sfida molto delicata per l’Udinese con Tudor che in un’intervista rilasciata a “La Gazzetta dello Sport” parla così: “Io vedo grande potenzialità in questa squadra. A Benevento ho visto un gruppo propositivo che voleva andare a colpire. Ho sospeso il ritiro perché ho visto i giocatori con le facce stravolte e quando sono in queste condizioni non possono rendere. I calciatori vanno accuditi come dei bambini, dandogli amore e disciplina. Ora ci si salva solamente continuando a macinare punti. Da ex difensore il mio stile di gioco è propositivo. E’ questo ciò che deve fare un bravo allenatore oggi: coltivare un’idea e trasmetterla ai giocatori. Io non sopporto il lancio lungo del centrale difensivo, preferisco giocare la palla ai compagni vicini. I miei punti di riferimento sono stati Ancelotti e Lippi. Mi hanno insegnato molto, soprattutto il toscano che mi ha fatto giocare in tre ruoli differenti. Ora però dobbiamo concentrarci sull’Inter, una sfida molto importante. I nerazzurri sono una squadra molto forte, con un allenatore molto in gamba come Spalletti. Noi li rispettiamo, ma proveremo a giocarcela. In certe partite le motivazioni vengono da sé. Infatti quando andavo a San Siro, raramente ne uscivo sconfitto…”

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