Inter: gli eroi di Roma ‘rasserenano’ la panchina di Spalletti

Pubblicato il autore: Giacomo Luigi Uccheddu Segui
MILAN, ITALY - JANUARY 21: Matias Vecino of FC Internazionale Milano celebrates his goal during the Serie A match between FC Internazionale and AS Roma at Stadio Giuseppe Meazza on January 21, 2018 in Milan, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

Matias Vecino, Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews

Era il 20 Maggio 2018, Stadio Olimpico di Roma, ultima decisiva sfida di campionato. Lazio contro Inter, ai biancocelesti basta un punto per assicurarsi quarto posto e Champions League. I capitolini passano in vantaggio per ben due volte nel primo tempo, prima sblocca il risultato un autogol di Perisic, pareggia i conti in acrobazia D’Ambrosio ma ci pensa Felipe Anderson a riportare la squadra di Simone Inzaghi in vantaggio. Nella ripresa l’Inter tira fuori gli artigli nel suo peggior momento anche spinta dagli ingressi di Karamoh, Ranocchia e dal rosso sventolato a Lulic 1′ dopo il pareggio di Icardi. E’ l’81’ quando Vecino firma il gol che riporta in Champions l’Inter.

Da quella sera sono passati soli quattro mesi eppure molto è cambiato in casa Inter. E’ cambiata la squadra perchè Cancelo e Rafinha non vestono più il nerazzurro ma sono arrivati De Vrji, Keita e Nainggolan tutti in campo nel match odierno disputato contro il Tottenham. E’ cambiato anche lo spirito dei nerazzurri che in quattro giornate di campionato hanno totalizzato soltanto quattro punti contro avversari sulla carta non irresistibili come Sassuolo, Torino, Bologna e Parma. Il match contro gli Spurs capitava a fagiolo per la squadra di Spalletti, per respirare e per allontanare le voci già assai insistenti di un possibile avvicendamento nonostante le secche smentite della proprietà. Il gol del danese Christian Eriksen a metà secondo tempo gelava San Siro e un’Inter ancora una volta incapace di reagire, così come nelle gare di campionato contro Sassuolo, Torino e non ultima Parma. Nei minuti finali i gol di Icardi e Vecino, sì, ancora loro, esaltano San Siro. L’Inter vola in testa alla classifica del Gruppo B di Champions League in compagnia del Barcellona che al Camp Nou batteva il PSV Eindhoven prossimo avversario della squadra meneghina. Per i nerazzurri si tratta del nono successo in casa nella massima competizione continentale per club contro squadre inglese, cinque i pareggi e solo tre le vittorie britanniche; meneghini a segno 24 volte contro i 15 gol subiti.

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Non è tutto oro quel che luccica

Mai come in questa circostanza si può parlare di Inter che vince ma che non convince, di un’Inter che salva se non la panchina almeno la serata al proprio tecnico Luciano Spalletti che anche sul risultato di parità non poteva dormire sonni troppo tranquilli. La sua squadra infatti al termine del match contro il Tottenham di Pochettino ha dei dati piuttosto eloquenti: 15 conclusioni di cui solo 4 nello specchio della porta. Se fosse una novità i tifosi potrebbero stare tranquilli ma già nelle precedenti partite giocate in campionato la squadra non aveva mostrato grande dimestichezza con la porta avversaria, se si vanno a guardare infatti le statistiche delle prime quattro giornate vero che la compagine milanese ha sempre avuto un maggiore possesso palla rispetto alle avversarie, vero che a parte il match contro il Sassuolo ha sempre avuto più angoli rispetto alle avversarie, vero anche che su 54 conclusioni tentate verso la porta solo in 25 occasioni gli estremi difensori hanno avuto il loro da fare, un dato impietoso in quanto i tiri in porta sono meno della metà di quelli complessivi.

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Dato che il tecnico Spalletti insieme al suo staff dovranno analizzare con cura e attenzione. La gioia per la vittoria contro i londinesi dovrà essere messa in un cassetto e custodita con cura, ma dovrà essere utile anche perchè Sabato sera si torna in campo e il match non è dei più semplici contro la Sampdoria di Marco Giampaolo. Un ulteriore successo darebbe maggiore respiro al tecnico ex Roma, un risultato negativo invece rischierebbe non solo di vedere incrinare ulteriormente la sua posizione in vista della prossima stagione, ma soprattutto in vista dei prossimi impegni e del futuro immediato nerazzurro. L’Inter era data come prima rivale della Juventus, è ora di dimostrarlo sul campo.

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