Milan, dov’è la grinta di Gattuso? Rossoneri ultimi per falli, contrasti e palle recuperate

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Giacomo Bonaventura – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Milan, rossoneri poco ringhiosi. “Una squadra è lo specchio del suo allenatore”, quanto volte abbiamo sentito questo vecchio adagio. Tante, tantissime volte. In casa Milan però sembra esserci la famosa eccezione che conferma la regola. I rossoneri infatti sono negli ultimi posti della classifica delle squadre di Serie A per falli commessi, contrasti vinti e palle recuperate. Un bel controsenso se si pensa a che giocatore è stato Rino Gattuso. Uno che ha fatto della grinta e della cattiveria agonistica la sua fortuna calcistica. Forse per togliersi tale etichetta da dosso il tecnico rossonero vuole una squadra che giochi molto al calcio, forse troppo. Il Milan ha molto il pallone tra i piedi, ma non sempre questo possesso palla è finalizzato alla ricerca del gol. I tanti passaggi indietro al portiere sono lì a dimostrare tale tesi.

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Qualche calcione e qualche pallone sparato in avanti per non correre rischi ogni tanto ci starebbe bene. Lo fa il Real Madrid campione d’Europa, non si capisce perché non dovrebbe farlo anche il Milan. Tenendo conto che i rossoneri non giocano la Champions League da 4 stagioni. Statistiche che forse sono anche figlie di un atteggiamento tattico non proprio ottimale. Il Milan prende gol da dieci partite consecutive in Serie A. Con Bonucci o senza Bonucci, con il Benevento o con il Napoli. Romagnoli e compagni non riescono a finire una partita con la porta inviolata. Ma la colpa non è solo della difesa, perché è anche il centrocampo che soffre. Tanto. Troppo.

Milan, forse è ora di cambiare per Gattuso

“Nella gestione del turnover imiterò Ancelotti”, così Gattuso alla vigilia del match con l’Atalanta. Il tecnico rossonero farebbe bene a seguire il vecchio maestro anche nel cambiare l’atteggiamento della squadra in campo. Il 4-3-3 al Milan è diventato praticamente un dogma. Piccola variabile è il 4-4-2. Uno schema che però non può essere adottato con continuità, visto che Gattuso ha solo due veri attaccanti in rosa: Higuain e Cutrone. Ma qualcosa si può variare lo stesso. Magari si potrebbe provare un 4-2-3-1.

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Scontata la difesa a quattro, in mezzo la coppia Biglia-Kessiè, con Bakayoko come alternativa principale, giocando più vicini potrebbero garantire maggior copertura alla difesa. In avanti ecco quello che potrebbe cambiare. Suso e Calhanoglu continuerebbero a giocare larghi. La vera novità potrebbe riguardare Bonaventura. L’ex atalantino verrebbe schierato dietro Higuain. Il Jack di Cuori ha tempi di inserimento straordinari e giocando più vicino al Pipita avrebbe maggiore possibilità di dialogo con l’argentino. In più Bonaventura è un calciatore dotato di ottima gamba. Sarebbe prezioso anche in fase di copertura, dando fastidio ai costruttori di gioco avversari. Un po’ Perrotta, un po’ Nainggolan, tanto per capire come potrebbe giocare Bonaventura nel 4-2-3-1 milanista. Un modo di giocare che garantirebbe al tempo stesso più qualità in attacco e più copertura alla difesa. Gattuso sa che se una squadra fatica a giocare e a segnare bisogna cambiare. I grandi allenatori del Milan hanno spesso cambiato in corsa le proprie convinzioni. Leonardo e la società cominciano a spazientirsi. Ringhio faccia tesori di quanto imparato al Milan da giocatore e lo metta in pratica. Altrimenti la panchina comincerà davvero a traballare. Ma davvero.

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