Milan, tre motivi per sorridere: gioco, Higuain e società fanno sperare i rossoneri

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui

Gonzalo Higuain – Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Milan, le buone ragioni per sorridere. Il primo lunedì di autunno e dopo una vittoria sfumata nel recupero l’umore dei tifosi milanisti non può essere dei migliori. Eppure ci sono diversi motivi per pensare positivo. Innanzitutto bisogna partire da un anno fa. A inizio autunno il Milan aveva una situazione societaria incerta, un allenatore delegittimato come Montella e una fisionomia inesistente. Oggi i rossoneri hanno una proprietà ben definita, una bandiera come Maldini nelle vesti di dirigenti e un top-manager come Ivan Gazidis in arrivo. In panchina c’è Rino Gattuso. Uno che non le manda a dire a nessuno. E’ un tecnico giovane, ha fatto e farà qualche errore. Ma ha dato una fisionomia ben definita alla sua squadra. Con un po’ di fortuna e malizia in più il Milan avrebbe qualche punto in più, ma il cammino del campionato 2018/2019 è appena cominciato.

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E poi c’è Higuain. Il centravanti che al Milan mancava dai tempi di Ibrahimovic. L’argentino è già diventato il centro di gravità permanente del mondo rossonero e con il tempo potrà trascinare anche gli elementi di qualità del gruppo di Gattuso. Tre gol in una settimana e la sensazione di poter dare molto alla squadra, non solo in termini di gol. Higuain è il trascinatore che l’allenatore milanista invocava la scorsa stagione. L’anno passato ci si interrogava sui dolori di Kalinic e sull’adattabilità di André Silva al calcio italiano. Ora c’è Higuain. Un buon motivo per sorridere. Anche il primo lunedì di autunno e senza una vittoria con l’Atalanta.

Milan, il tempo è galantuomo

Il mondo del calcio frulla tutto e tutti. Una vittoria sfumata a tempo scaduto può far dimenticare tante cose. Questo Milan è partito il 21 luglio. Questo Milan, quello di Elliott, è partito solo due mesi fa. Leonardo, e poi Maldini, ha avuto meno di un mese per mettere a posto la rosa rispettando i parametri del Fair Play Finanziario. Un gioco di equilibrismo calcistico-finanziario che ha portato a Milanello gente come Caldara, Laxalt, Bakayoko, Castillejo e Higuain. Sono arrivati nei pressi dell’inizio del campionato. Pipita a parte, gli altri hanno bisogno per integrarsi nel Milan.

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L’obiettivo stagionale dei rossoneri è la Champions League. Con una partita in meno il Milan è a meno 4 dalla Lazio, meno 2 dall’Inter e più 1 sulla Roma. 5 punti in classifica sono pochi, ma è anche vero che si è giocato con: Napoli, Roma e Atalanta, tre delle prime sette dello scorso campionato di Serie A. Come detto il bottino poteva essere maggiore, ma la certezza da cui ripartire è il gioco. Il Milan ha un suo gioco, deve cercare di esprimerlo al meglio più a lungo. Non è facile avendo una squadra giovane e con nuovi acquisti da amalgamare. In fretta. Il popolo milanista è impaziente. Da troppo tempo i rossoneri non lottano per obiettivi importanti. Un’ansia che può portare a mettere in discussione tutto e tutti prima del tempo. La calma è la virtù dei forti. Questo Milan, quello della nuova era targata Elliott, ha bisogno della pazienza di tutti. Basti pensare a com’era combinato il diavolo un anno fa. Solo un anno fa. E sembra un secolo.

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