Gattuso, destino segnato al Milan. La Fiorentina ultima in rossonero per Ringhio?
Gattuso, dead man walking milanista. L'espressione è un po' forte, ma efficace. L'allenatore rossonero sembra sempre più un condannato a morte in attesa dell'esecuzione. Come spesso accade in questi casi è utile partite dai numeri. Il Milan nel mese di dicembre ha giocato 4 partite: 3 di Serie A e 1 di Europa League. Il bilancio è deficitario: 1 vittoria, 2 pareggi e 1 sconfitta. Quest'ultima battuta d'arresto è costata l'eliminazione in Europa League per mano dell'Olympiakos. In queste quattro partite il Milan ha segnato 3 gol e ne ha subiti 4. Delle reti messe a segno: una su rigore, una su corner e una sola su azione (di Cutrone contro il Parma il 2 dicembre). In campionato i rossoneri non segnano proprio dal match con i gialloblu. Contro Torino e Bologna poche sono state le conclusioni, anzi se non era per Donnarumma contro i granata sarebbe andata anche peggio.
L'infermeria si sta svuotando. Romagnoli ha giocato contro il Bologna, anche Musacchio è recuperato. Ci sarebbe anche Andrea Conti, ma Gattuso non gli ha concesso ancora un minuto. Eppure l'ex Atalanta, oltre un mese fa, aveva giocato 60 minuti con la Primavera milanista. Il tecnico rossonero continua a insistere su Calhanoglu. Il turco è in palese difficoltà. Perché non concedere una chance dall'inizio a Castillejo? Anche perché lo spagnolo è stato spesso positivo quando è stato chiamato in causa. Possibile che Laxalt non possa far rifiatare Rodriguez? José Mauri può fare peggio del pasticcione Bakayoko? La reazione di Cutrone al momento del cambio contro il Bologna ha ricordato quella di Bonaventura in Milan-Torino 0-0 del novembre 2017. Quella fu l'ultima panchina milanista di Montella. Un altro condannato che aspettava solo l'esecuzione.
Gattuso, Elliott non ripartirà da lui
Ormai è chiaro che il nuovo Milan di Elliott non ripartirà da Gattuso. Le prossime partite possono far precipitare la situazione e far pensare ad una soluzione-ponte (Donadoni?), ma per il prossimo anno servirà un grande tecnico. Gattuso ha il dovere morale di portare questa squadra in Champions League. Il Milan oggi è quarto in classifica, più per demeriti altrui che per altro. I rossoneri ora hanno davanti tre partite per chiudere l'anno: Fiorentina, Frosinone e Spal. Contro i viola mancheranno Kessié e Bakayoko squalificati, quindi il tecnico dovrà inventarsi qualcosa.
Più che moduli e tecnica servirà capire con che spirito scenderà in campo il Milan. Contro il Bologna i rossoneri sono apparsi una squadra spenta, abulica e svogliata. Eppure era lecito attendersi una reazione dopo la batosta greca di Europa League. Gattuso è sempre molto onesto nelle analisi del dopo-partita, che però cominciano a diventare decisamente troppo ripetitive. la fortuna del tecnico calabrese è che difficilmente ci può essere un esonero prima del 29 dicembre. Da sabato in poi si giocherà ogni tre giorni, con il Natale di mezzo per giunta. Tre partite per rinascere, altrimenti accadrà l'inevitabile. I tifosi milanisti hanno già scritto la loro sentenza sui social, un po' come avevano fatto con Montella lo scorso anno. Proprio durante le feste natalizie il Milan di Gattuso ripartì l'anno scorso. Chissà che la storia non si ripeta anche questo tribolato 2018 più nero che rosso per il Milan. L'ennesimo.