Atalanta-Roma, gli orobici ruggiscono e pareggiano: quanto è bella la Dea

Pubblicato il autore: Lorenzo C

L’Atalanta, semmai ce ne fosse ancora bisogno, è da considerare tra le realtà migliori del nostro campionato. Passare in svantaggio di tre gol e poi pareggiare testimonia la grinta, l’aggressività, la compattezza, l’unione e l’intento di idee di una squadra, quella orobica, in grado di mettere in difficoltà qualsiasi tipo di avversario. La sfida contro la Roma ha testimoniato ciò, ossia di una Dea attrezzata per competere al fine di traguardi ambiziosi.

La sfida dell'”Atleti Azzurri d’Italia” non era iniziata nel migliore dei modi. La banda guidata da Gian Piero Gasperini non ha mostrato il suo lato migliore, soccombendo dinnanzi ai colpi dei giallorossi, apparsi sin da subito propositivi. Dzeko al 3′ e poi al 33′ aveva incanalato il match verso un binario ben preciso, successivamente El Shaarawy, al 40′, sembrava aver chiuso definitivamente i giochi, mettendo in cassaforte un successo prestigioso, ma guai a dare per morta l’Atalanta.

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Il primo sussulto d’orgoglio si materializza al 44′ con il colpo di testa vincente di Castagne su assist di Gomez. Nella ripresa, poi, i nerazzurri scacciano via i fantasmi dei primi quarantacinque minuti, attaccando a testa bassa, mettendo in affanno la retroguardia capitolina. Ilicic sfiora la rete del provvisorio 2-3, rete che poi giunge al 59′ con la capocciata di Toloi su spiovente dell’onnipresente Gomez. La Roma gradualmente scompare dalla scena principale, mentre l’Atalanta si tira su le maniche ed aggredisce l’avversario, con la voglia di chi non vuol lasciare punti per strada.

Al 70′ giunge la ghiotta occasione per acciuffare il pareggio: l’arbitro Calvarese ravvede un contatto falloso, in area, di Kolarov su Ilicic. Il fischietto teramano corre a rivedere l’immagine dal monitor posizionato a bordo campo per poi confermare la decisione. Dal dischetto si presenta Duvan Zapata che, però, spedisce il pallone in curva. Non trascorre nemmeno un minuto e il colombiano piuttosto che buttarsi giù, reagisce immediatamente prendendo palla a metà campo, per poi servire Ilicic, il quale ricambia, servendolo in verticale. Zapata a tu per tu con Olsen non sbaglia. Gioia immensa per il numero 91 della Dea, al suo quindicesimo centro in campionato, a segno, tra l’altro, da otto gare consecutive.

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Il resto del match evidenzierà una Roma intimorita e rinunciataria, mentre l’Atalanta proverà addirittura a confezionare il sorpasso, ma le tante energie profuse le impediranno di mantenere la giusta dose di lucidità. A seguito di questa prestazione da gladiatori, i nerazzurri compiono un piccolo passo in avanti in classifica, collocandosi al settimo posto, a quota 32, a soli tre lunghezze dal Milan quarto, ultimo gradino utile per accedere alla prossima edizione della Champions League, vantando, altresì, lo scettro di attacco più prolifico della A con ben 47 gol realizzati. L’Atalanta non ha timore di nessuno, combatte, non molla mai ed è costantemente una spina nel fianco per le big del nostro torneo.

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