Bologna: Sinisa Mihajlovic torna in rossoblù dieci anni dopo

Pubblicato il autore: Lorenzo C Segui

Dopo il duro sfogo del presidente Joey Saputo a margine del pesante ko rimediato dal Bologna, in casa, contro il Frosinone, è apparso inevitabile il cambio in panchina. Dopo ventuno giornate di campionato che hanno portato in dote appena 14 punti e il terzultimo posto in classifica, Filippo Inzaghi è stato sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra, chiamando al capezzale della compagine felsinea, Sinisa Mihajlovic. Il nome del tecnico serbo circolava già da qualche giorno e nelle ore successive al tracollo contro i ciociari è stato trovato un accordo con l’ex allenatore, tra le altre, di Sampdoria e Milan.

Mihajlovic ha firmato un contratto di sei mesi con opzione di rinnovo per un altro anno in caso di salvezza. Il serbo verrà presentato quest’oggi alla stampa e il suo primo allenamento si terrà alle ore 14:30 presso il centro sportivo di Casteldebole. Per quanto riguarda Mihajlovic si tratta di un ritorno nella città emiliana, avendo allenato il Bologna dal novembre 2008 all’aprile 2009, collezionando in ventuno gare: quattro successi, otto pareggi e nove sconfitte, per poi chiudere anticipatamente il suo rapporto con la società felsinea e con una piazza che non lo amò particolarmente, per via delle sue personali idee politiche.

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A seguire il serbo guidò il Catania, la Fiorentina e la Sampdoria, raggiungendo il punto più in alto, sino ad ora, in carriera con il settimo posto ottenuto con i blucerchiati al termine della stagione 2014/2015. Successivamente il grande salto di qualità, chiamato al timone del Milan. La sua esperienza in rossonero, però, durò 32 giornate, centrando come obiettivo la finale di Coppa Italia, per poi essere sostituito da Cristian Brocchi. Nell’estate del 2016 giunse la chiamata da parte del Torino. Un anno e mezzo all’ombra della Mole, poi il feeling con la squadra e con il presidente Cairo andò in frantumi e nel gennaio del 2018 venne esonerato.

La scorsa estate tentò un’avventura in Portogallo alla guida dello Sporting Lisbona, ma i problemi societari e i dissidi con la frangia più violenta dei tifosi del club lusitano, fecero desistere Mihajlovic dall’intraprendere quest’inedita esperienza all’estero. Ora la chiamata da parte del Bologna, con Sinisa che dovrà imprimere la sua tenacia, la sua autorevolezza e il suo essere “sergente di ferro” ad un gruppo apparso disorientato e stranamente svuotato nell’ardore. Conquistare la permanenza in A è l’obiettivo principale, il traguardo da raggiungere onde evitare un clamoroso passo indietro nella storia del club emiliano.

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Il prossimo impegno di campionato, tra l’altro, vedrà il Bologna impegnato a “San Siro” al cospetto dell’Inter, squadra in cui Sinisa ottenne importanti successi da calciatore e con la quale iniziò a muovere i primi passi da allenatore nelle vesti di vice-Mancini. Stavolta, però, i sentimenti verranno messi da parte, i felsinei hanno bisogno impellente di conquistare punti e contro i nerazzurri sarà il primo banco di prova per tentare di sovvertire un ruolino di marcia tutt’altro che soddisfacente.

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