Roma, Olsen da pacco a salvatore della patria: lo svedese migliore in campo con il Bologna

Pubblicato il autore: Cosimo Commisso Segui

Olsen, eroe per una sera. Il posticipo del lunedì tra Roma e Bologna ha regalato più emozioni di quanto ci si poteva attendere, rimanendo in bilico fino al fischio finale. Hanno vinto i giallorossi, non senza qualche difficoltà, per due reti ad una e si sono portati ad un solo punto dal quarto posto occupato dal Milan di Gattuso. Se siano stati maggiori i demeriti dei rossoblu, incapaci di capitalizzare le innumerevoli occasioni avute, o i meriti dei padroni di casa nello sfruttare i pochi spazi concessi, ormai non importa più, il campo ha parlato. Non avrà dormito questa notte Soriano, in assoluto il più pericoloso degli ospiti, che si è fatto ipnotizzare più volte da uno straordinario Robin Olsen ed ha colpito anche una traversa. Proprio il portiere svedese, rientrato dagli acciacchi che lo avevano tenuto fuori dal rettangolo di gioco, ha disputato la miglior partita della stagione, meritandosi gli applausi di tutto l’Olimpico.

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Soprattutto nel primo tempo, in cui le sortite offensive dei ragazzi di Sinisa Mihajlovic erano molte e preoccupanti, l’estremo difensore è riuscito a trasmettere sicurezza a tutto il reparto arretrato, visibilmente in confusione. Edera e Santander sono andati anch’essi vicinissimi al gol, ma ieri sera in porta pareva esserci un muro invalicabile. Nella seconda frazione di gioco, il serbo Kolarov ha sbloccato il risultato su un calcio di rigore conquistato dal neo entrato El Shaarawy. Da quel momento il Bologna si è leggermente allungato alla ricerca del pari e Federico Fazio, con un bellissimo destro al volo, ha raddoppiato sugli sviluppi di un calcio d’angolo. L’unico in grado di battere Olsen è stato Nicola Sansone, che con una percussione delle sue ha riaperto il match a cinque minuti dalla fine.

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Ad Oporto servirà il miglior Olsen

La Roma, abbandonata la Coppa Italia dopo la debacle contro la Fiorentina, ha ancora due obiettivi da raggiungere. Il primo, come già detto, è assicurarsi il quarto posto che garantirebbe l’accesso alla prossima Champions League. L’altro, invece, è arrivare il più avanti possibile proprio in Europa, che si spera possa regalare le identiche emozioni dello scorso anno. In questo caso, tra i giallorossi ed i quarti di finale c’è il Porto di Sergio Conceicao, squadra temibilissima soprattutto in casa. I ragazzi di Di Francesco andranno in Portogallo per il ritorno il sei marzo, con due risultati su tre a disposizione grazie alla vittoria dell’andata. Vittoria arrivata con una sola rete di scarto, dunque estremamente ribaltabile. Servirà senza dubbio la difesa dei giorni migliori, la grinta di Manolas, le chiusure di Fazio, il carisma di Kolarov e Florenzi, ma soprattutto la personalità di Robin Olsen.

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L’esperto portiere, che ha disputato anche il campionato del mondo con la propria nazionale, dovrà curare ogni minimo dettaglio per permettere alla Roma di rientrare tra le otto squadre più forti del continente. Alisson, appena un anno fa, chiuse ogni spiraglio agli attaccanti dello Shaktar Donetsk prima, e del Barcellona poi. Riuscì ad ipnotizzare persino un certo Lionel Messi, nella gara di ritorno all’Olimpico. Difficile che ci riesca Olsen, ma se dovesse proseguire sulla strada di ieri sera, nulla sarebbe più impossibile.

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