Stadi vuoti: Quanto incideranno alla ripresa?

Pubblicato il autore: Demetrio Segui

Stadi vuoti

Stadi vuoti: alla ripresa ci sarà anche questa particolarità che caratterizzerà, si spera per il meno tempo possibile, il campionato di Serie A e non solo. Quanta incidenza avranno sullo sviluppo della parte restante di stagione? Difficile quantificarlo con precisione. La Gazzetta dello Sport ha provato ad analizzare in base alle caratteristiche di giocatori e allenatori.

Stadi vuoti: incideranno sulla ripresa?

Credo sia doveroso premettere che l’analisi, per quanto attendibile, potrebbe non rispecchiare quella che sarà poi l’effettiva realtà della situazione. In casa Juventus, ad esempio, si è sentito parlare spesso di effetto Stadium. Il tifo bianconero riesce spesse volte a “indirizzare” quelle partite scariche attraverso fischi o cori per incitare i giocatori a sbranare l’avversario. In Italia la Vecchia Signora ha la più alta media punti ottenuta in gare casalinghe. Alla ripresa, con la Champions in testa, questo appoggio mancherà alla squadra e, da un punto di vista statistico, Sarri non è Allegri cioè non sempre riesce a cambiare in corsa risvegliando la squadra. Simone Inzaghi, invece, non sembra essere particolare dalla situazione di silenzio perchè la sua squadra vuole cullare il più possibile l’appuntamento con il sogno scudetto mai come quest’anno a portata di mano. Anche i cugini giallorossi, alla ricerca di un posto Champions, non patiscono essenzialmente l’assenza di pubblico. Gli stadi vuoti potrebbero fare al caso di due allenatori che in quanto a urla non si nascondono sicuramente. Antonio Conte e Giampiero Gasperini, al comando di due squadre da trasferta, potrebbero riuscire a trarre il massimo vantaggio da una situazione in cui i loro consigli si sentiranno perfettamente in ogni zona del campo e non solo. Stesso discorso vale per Ringhio Gattuso.  Squadre come Milan e Torino, al contrario, potrebbero trarre un piccolo vantaggio psicologico dalla mancanza di pubblico vista la condizione non ottimale a livello di risultati e di società. Guardando le società “minori” sorride il Parma poco incline a essere assoggettata dal pubblico mentre il Verona avrebbe bisogno del calore del Marcantonio Bentegodi. Piange l’Udinese.

E i giocatori?

Luis Alberto è stato il top per rendimento, sia in casa che in trasferta. I campioni che hanno bisogno del proprio popolo per sentirsi importanti potrebbero patire un calo di rendimento ma gente come Ronaldo, Lukaku e Dzeko sanno bene che, anche, da loro dipende il raggiungimento degli obiettivi da parte delle proprie squadre. Un’incidenza maggiore nelle economie di squadra potrebbero avere quei giocatori che, non sempre, sono stati visti di buon occhio dal pubblico amico. Questi top players potrebbero riscoprirsi arma in più negli stadi vuoti. Sono chiamati all’appello gente come Rabiot, Candreva, Bernardeschi, Pastore e Chalanoglu. Il proprio destino è nei loro piedi. La forza di una squadra come la Dea è invece sotto gli occhi di tutti: capace d’imporsi nella maestosità di un impianto come il Mestallia grazie ai propri stakanovisti del rendimento, su tutti Josip Ilicic.

Fra quasi un mese il campionato ripartirà e scopriremo se queste ipotesi verranno riportate su carta.

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