Inter, caso Lautaro, isterismi e chiacchiere da bar: facciamo chiarezza!

Pubblicato il autore: Giuseppe Colicchia Segui

Dopo il pareggio per 1 a 1 ottenuto dall’Inter nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Napoli e la consequente eliminazione dalla competizione (frutto del risultato di 0 a 1 nella gara d’andata a San Siro), i tifosi della beneamata hanno cominciato a perdere le certezze che avevano fino a pochissime partite prima, riversando sui social tutta la propria frustrazione e i dubbi sulle scelte di allenatore e società. La lunga pausa che ha subito il mondo del calcio a causa della pandemia da coronavirus sembra abbia cancellato, o quantomeno annebbiato, i ricordi che avevano i tifosi sull’andamento della stagione.
Ennesima stagione fallimentare, fuori da tutte le competizioni. Con Spalletti avremmo ottenuto gli stessi risultati ma Conte prende 12 milioni a stagione. Lautaro se ne deve andare, pensa solo al Barcellona e non sa più segnare. Eriksen non corre, Candreva non passa la palla e Lukaku non è decisivo nelle partite fondamentali. Marotta ha fallito, Conte ha fallito. La società non compra i giocatori all’altezza“.
Sono solo alcuni dei messaggi che si possono trovare in questi giorni sui social, sotto ai post riguardanti l’Inter.
Ma cerchiamo di fare chiarezza e portare tranquillità all’ambiente. Le critiche vanno fatte, ma devono essere fondate su motivazioni solide e non sui mal di pancia post sconfitta.

Il caso Lautaro è realmente un caso?

Il nome di Lautaro Martinez è stato ripetutamente accostato a quello del Barcellona nel corso dell’ultimo mese. Voci di mercato che rimbalzano dalla Spagna all’Italia, tutti ne parlano ma non tutti sanno cosa ci sia di vero. L’Inter, attraverso le voci di Piero Ausilio prima, e Giuseppe Marotta poi, hanno ribadito le intenzioni della società: voler trattenere Lautaro in nerazzurro e lasciarlo andare solo nel caso in cui si presenti un club disposto a pagare la clausola rescissoria da 111 milioni. Dichiarazioni di facciata? In parte. L’Inter è in una posizione di forza, ha il coltello dalla parte del manico: la cessione di Icardi al PSG ha già soddisfatto le esigenze di plusvalenze da compiere per chiudere il bilancio. Il giocatore gradirebbe la destinazione Barcellona, per lo spessore del club, lo stipendio che percepirebbe e per la possibilità che avrebbe di giocare insieme ad uno dei più forti giocatori della storia del calcio, nonché suo compagno in Nazionale. Stiamo parlando ovviamente di Lionel Messi, il quale più di una volta ha rilasciato interviste nelle quali parlava molto bene dell’attaccante attualmente in forza all’Inter. Quindi, o clausola o niente? L’Inter potrebbe venire incontro alle eventuali richieste di Lautaro Martinez, accettando un’offerta di circa 90 milioni più l’inserimento di una contropartita (il favorito in questo senso sembra essere Junior Firpo). Sia la stampa che i tifosi scontenti hanno creato e alimentato un “caso Lautaro”, inteso come trattativa di mercato e giocatore con la testa altrove. Adesso il “caso Lautaro” sembra assumere altre sfaccettature relative al campo e alle prestazioni del giocatore. “Lautaro ha un problema: non riesce più a segnare” è il titolo del Corriere dello Sport post Napoli-Inter, pensiero condiviso da gran parte della tifoseria nerazzurra. Vediamo nel dettaglio da quante partite Lautaro non segna. L’ultimo gol di Lautaro Martinez risale al 26 gennaio, quando l’Inter pareggiò per 1 a 1 contro il Cagliari (al termine di quella partita Lautaro perse le staffe per un fallo ai suoi danni non fischiato e rimediò un’espulsione e una squalifica da parte del direttore di gara). Al termine della squalifica, Lautaro torna in campo il 16 febbraio nella partita persa dall’Inter contro la Lazio. La partita successiva a quella contro la Lazio è  il derby d’Italia contro la Juventus, prima del lungo stop dovuto al coronavirus. Sono due dunque le gare di campionato in cui Lautaro Martinez non ha segnato. Aggiungendo le gare disputate in altre competizioni (Semifinali di andata e ritorno di Coppa Italia contro il Napoli e andata dei Sedicesimi di finale di Europa League contro il Ludogorets), Lautaro Martinez non segna da 6 partite. Siamo ancora convinti che questo sia un “caso Lautaro”?

Società, allenatore e calciatori presi di mira

Le critiche e le lamentele dei tifosi interisti in seguito all’eliminazione dalla Coppa Italia non si sono concentrate solo su Lautaro Martinez, anzi. Nessun calciatore è stato risparmiato, così come la società e l’allenatore. Il risultato al termine della gara non è stato quello sperato ma, per dire che l’Inter abbia giocato male, bisogna davvero essere in malafede o avere il prosciutto davanti agli occhi. Al termine della gara l’Inter ha totalizzato il 68% di possesso palla, facendo 14 tiri di cui 7 in porta (contro i 7 tiri, di cui 2 in porta dei partenopei). Sfortuna, poca freddezza sotto porta e una serie di grandi parate di Ospina (migliore in campo del match) non hanno permesso all’Inter di vincere una gara che, per il gioco espresso, avrebbe meritato di vincere. La gara d’andata di San Siro andò in maniera simile, col dominio del gioco da parte dei nerazzurri e la vittoria del Napoli grazie ad uno dei pochi tiri in porta.
Persino Eriksen, il migliore in campo dei nerazzurri, non è stato escluso dalla critiche di stampa e tifosi. “Eriksen non corre, non riesce a coprire tutto il campo”. Facciamo notare come il danese sia stato l’unico ad inseguire Insigne in occasione del gol del Napoli, nonostante fosse andato proprio lui alla battuta del corner.

Capitolo Conte

Le maggiori critiche riguardano l’allenatore Antonio Conte. Per chi ha già bollato come fallimentare questa stagione, poniamo l’attenzione su alcuni aspetti. Erano anni che l’Inter non arrivava in Semifinale di Coppa Italia, in campionato, fino a 2-3 giornate fa, l’Inter era in testa alla classifica ed ha ancora la possibilità di vincerlo. Ed infine i nerazzurri sono agli Ottavi di finale di Europa League e sono uno dei club favoriti alla vittoria. Le colpe di Conte? L’unico appunto che si può fare all’allenatore nerazzurro è sulla gestione dei cambi: con l’incremento delle sostituzioni, da 3 a 5, avrebbe potuto gestirle meglio ed effettuarle prima. Ma da qui a passare per colpevole principale… Il cambio di sistema di gioco, il passaggio al 4-3-1-2 per favorire l’inserimento di Eriksen non ha dato i suoi frutti? Siamo sicuri che sarà il campo a parlare, i tifosi saranno accontentati. Evitiamo però certi isterismi e chiacchiere da bar che fanno soltanto male all’intero ambiente.

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