Inter, morto Mario Corso: il mancino fatato a servizio di Herrera

Pubblicato il autore: GennaroIannelli Segui

Lutto nel mondo del calcio: si è spento all’età di 79 anni Mario Corso, fantasista della grande Inter che negli anni ’60 dominò in Italia e nel mondo, vincendo tutto ciò che c’era da vincere. “Il sinistro di Dio”, come lo aveva soprannominato Gyula Mandi, CT di Israele, era ricoverato da giorni in ospedale. Se ne va uno dei protagonisti più illustri e talentuosi di quella squadra leggendaria. Un campione capace di inventare traiettorie impensabili con il suo sinistro magico: celebre il gesto atletico della “foglia morta” che alla palla imprimeva un effetto “a scendere” per beffare la barriera e il portiere avversario. Corso ha vestito la maglia nerazzurra per ben 16 anni, dal ’57 al ’73, mettendo in bacheca un discreto numero di trofei: quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe intercontinentali. Il suo computo totale con la beneamata recita 509 presenze con 94 gol all’attivo. Candidato tre volte nella lista del Pallone d’oro, di lui Pelè disse che lo avrebbe voluto nel suo Brasile, a testimonianza della classe che contraddistingueva questo giocatore.

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Scomparsa Mario Corso, i messaggi del mondo interista

Non hanno tardato ad arrivare i messaggi di cordoglio da parte del mondo interista. La squadra nerazzurra ha voluto ricordare Corso con un tweet nel quale si legge:
È scomparso Mario Corso, interista, campione eterno dotato di infinita classe. Con il suo sinistro ha incantato il mondo in una squadra che ha segnato un’epoca. I pensieri e l’affetto di tutti noi vanno alla famiglia in questo momento difficile”.

Commosso anche il ricordo di Massimo Moratti: “Mario Corso era il mio preferito della Grande Inter, ma anche mio padre lo adorava, e lui rimase sempre vicino alla nostra famiglia: classe sopraffina, gioco in controtempo, le punizioni…era un piacere vederlo giocare”.

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