Sottosegretario Zampa: “Stadi aperti? Magari a fine campionato. Quarantena? Sempre 14 giorni”

Pubblicato il autore: Demetrio Segui

Sottosegretario Zampa
Non c’è niente di più bello e affascinante che uno stadio pieno di tifosi in festa per la vittoria di una singola partita o di un trofeo della propria squadra. Queste immagini, almeno per il momento, sono destinate a rimanere un ricordo per la Serie A che si accinge a ripartire ma, almeno inizialmente, a porte chiuse. Sulla questione stadi ha rilasciato dichiarazioni, negli ultimi minuti, il Sottosegretario Zampa.

Il Sottosegretario Zampa tra stadi e quarantena

Il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa, è intervenuta questo pomeriggio a La politica nel pallone,  durante Gr Parlamento. La dottoressa Zampa ha trattato due tra i temi che in questo momento si stanno prendendo la scena nel mondo del calcio: la riapertura degli stadi e il nodo legato alla quarantena. Sulla prima questione il Sottosegretario Zampa s’è così espresso:”Riaprire gli stadi piacerebbe anche a me, credo ci si possa lavorare. Magari in occasione della partita conclusiva, con un arrivederci simbolico in uno stadio aperto. Sarà il Ministro dello Sport a decidere, io penso che dal punto di vista della Salute ciò che abbiamo immaginato possibile per gli altri comparti, come teatri e cinema, possa essere immaginato anche per lo sport.” Un pensiero, dunque, positivo verso la riapertura degli impianti sportivi da realizzarsi in poco tempo attraverso, ovviamente, il rispetto di determinate norme di sicurezza. La questione norme di sicurezza riporta, senza dubbio, alla questione quarantena che si voleva ridurre a 7 giorni per il mondo calcio. Questo il pensiero del Sottosegretario alla Salute:”A me non risulta che si sia mai discusso di questo con il Comitato Tecnico Scientifico. E se è stato discusso è stato per toglierlo dal tavolo. Una disparità di trattamento aprirebbe molte questioni oltre al fatto che esporrebbe ad un rischio ulteriore tutti quelli che non fossero risultati contagiati. E’dannoso anche per i calciatori. Questa malattia è dannosa, lascia cicatrici polmonari, l’obiettivo è fare in modo che i calciatori non si ammalino. Avere un rigore estremo è utile a loro e ovviamente alla causa del calcio. Ricordiamo che, in alcuni casi, i primi sintomi si manifestano anche 12-13 giorni dopo l’autoisolamento.” Una dichiarazione chiara da parte del Sottosegretario Zampa che chiude le porte ad una possibile riduzione del tempo di quarantena. Al sistema calcio, per terminare la stagione, non resta che sperare che nessun membro risulti più positivo.

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