L’alternanza Gollini-Sportiello è assolutamente normale: gioca chi è in forma (come giusto che sia)

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui


“Marco ha fatto due buone partite, anche se non è stato impegnato molto. Anche col Crotone è stato decisivo, sta attraversando un buon momento, dunque merita delle chance di giocare. Se hai due buoni portieri puoi sfruttare il momento buono di uno dei due, non puoi sfruttare i cambi come in altri ruoli, ma possono giocare a periodi alterni. Anzi può essere stimolante per chi deve recuperare”. Queste dichiarazioni di Gian Piero Gasperini fanno capire la situazione (assolutamente normale) portieri in casa Atalanta. Il messaggio è chiaro: gioca chi è in forma, contando che la Dea ha due portieri di grande livello come Gollini e Sportiello. Una logica che, dopo l’eliminazione contro il Real Madrid, ha scaturito tutta una serie di critiche.


Errare è umano, ma Marco è molto di più – Che Sportiello sia stato il peggiore in campo due giorni fa è un dato di fatto: nettamente colpevole su due dei tre goal. Quegli errori sono stati fatali sul piano della qualificazione, ma ciò non toglie che Marco sia un portiere che, nelle ultime giornate di campionato, è stato decisivo nel consolidamento dell’Atalanta tra le prime quattro. Quello del numero 57 nerazzurro è stato un piccolo incidente di percorso, ma dall’altra parte metterlo in croce etichettandolo non all’altezza di giocare a Bergamo non è oggettivo: specialmente se è presente ancora del rancore per gli episodi di qualche anno fa. Gioca chi è in forma, e Sportiello a suon di prestazioni ha meritato di scendere in campo quella sera.

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Stimolo per migliorare: una situazione già affrontata da Gollorius – Dall’altra parte c’è Gollini, che rimane sulla carta il titolare tra i pali dell’Atalanta. L’alternanza è stata sicuramente scaturita da una particolare analisi, ma questo può essere recepito come uno stimolo per riprendersi quel posto. Il numero 95 nerazzurro si ritrova nella stessa situazione di due anni fa con Berisha: aspetto che ha contribuito alla sua crescita. L’Atalanta ha due portieri titolarissimi, e la gerarchia è all’insegna della normalità: indipendentemente dal nome, chi è in forma parte dal primo minuto. Una routine che c’è sempre stata.

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