L’impronta (soprattutto statistica) di Ruslan Malinovskyi nel 4-2-3-1 atalantino

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo

Guardando il rendimento attuale di Ruslan Malinovskyi, a sol pensare che fino a qualche mese fa era un punto interrogativo è veramente strano. Il trequartista ucraino ormai è diventato un perno dell’attacco dell’Atalanta, risultando decisivo sotto tutti i punti di vista. Da giocatore smarrito a vero motore del gioco e l’insicurezza con la palla tra i piedi ha lasciato spazio al talento. I meriti, ovviamente, vanno all’impegno del ragazzo e alla fiducia nelle sue capacità, ma la cosiddetta “spintarella” è avvenuta da un punto di vista tattico: il 4-2-3-1 ha permesso allo stesso Malinovskyi di sbloccarsi definitivamente, riproponendo tutto quello che fece nel rush finale dell’anno scorso, contribuendo alle nove vittorie consecutive. L’impatto dello schema non avviene soltanto nell’ambito delle prestazioni, ma anche da un punto di vista statistico.

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L’impronta ucraina nel nuovo modulo nerazzurro – Da quando l’Atalanta ha sperimentato il 4-2-3-1 per avere continuità contro le squadre che si chiudono nella loro area, Ruslan Malinovskyi si è sbloccato definitivamente. Statisticamente parlando, nelle ultime tre partite ha collezionato un goal e cinque assist (uno con il Verona e due contro Udinese e Fiorentina). Un giocatore completamente ridimensionato, che sicuramente sarà decisivo nelle prossime 8 partite che concluderanno il campionato, contando anche la finale di Coppa Italia il 19 maggio al Mapei Stadium.

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