Quella fiducia che gli sta cambiando la stagione: la rinascita di Ruslan Malinovskyi

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

La retta via di una pedina che fino a qualche mese fa era soltanto l’ombra di quel trequartista tanto sicuro quanto talentuoso. Ora quel periodo di grandi incertezze è soltanto un lontano ricordo, lasciando spazio a qualità e spunti offensivi tatticamente molto interessanti. Ruslan Malinovskyi sta stravolgendo completamente la sua stagione: da oggetto misterioso all’interno dello scacchiere offensivo di Gian Piero Gasperini a giocatore decisivo per un’Atalanta lanciata verso la conquista della sua terza qualificazione in Champions League di fila. Proprio come fece durante la fase finale dell’anno scorso, dando un contributo non indifferente nelle nove vittorie consecutive della Dea. Il tutto condito da un particolare elemento che ne ha scaturito un particolare effetto domino nei confronti del numero 18 nerazzurro: la fiducia nelle sue potenzialità.

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Un attimo per ribaltare il suo percorso atalantino – La rinascita di Ruslan Malinovkskyi, dopo match disputati al di sotto delle aspettative, arriva alla 24′ giornata con la Sampdoria, dove segnò un goal tanto bello quanto importante per l’Atalanta. Se per alcuni poteva essere solo un fuoco di paglia, per il trequartista ucraino si trattava di un vero e proprio punto di partenza: la sua impronta all’interno del gioco è ritornata a farsi sentire e con il 4-2-3-1 la situazione è nettamente migliorata, scaturendo goal e assist (tra Verona e Udinese). Contesto che non sarebbe stato possibile senza quella fiducia non solo da parte di mister e squadra, ma soprattutto in se stesso. Troppe volte si è visto un Malinovskyi dall’atteggiamento quasi timido a livello tattico, come se avesse paura di sbagliare, ma ora la storia è cambiata: se all’andata con i bianconeri aveva rinunciato addirittura a tirare da una posizione favorevole per le sue caratteristiche, al ritorno è stato motore della costruzione atalantina. La squadra ha bisogno di lui, così come l’ucraino ha bisogno di continuità: a suon di ottime prestazioni può solo migliorare.

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