Quell’uscita di Gollini pagata a caro prezzo (‘Ndo àl?): ora serve una prova di riscatto

Pubblicato il autore: Filippo Davide Di Santo Segui

12 febbraio 2005, stadio Olimpico di Roma. L’Atalanta allenata da Delio Rossi si sta giocando le ultime chance di salvezza contro la Lazio, ma un minuto dopo il vantaggio iniziale di Makinwa, il biancoceleste Bazzani mette in rete il pallone del pareggio. L’artefice di tutto ciò? Il portiere Taibi, che compie una folle uscita causando non solo la rete laziale ma anche l’infortunio di Sala. Il giorno dopo L’Eco di Bergamo intitolerà il tutto con un semplice “Ndo àl?” (“dove sta andando?”). A distanza di 16 anni, in un Sassuolo-Atalanta, la reazione di tutti è stata la stessa nel vedere l’attuale portiere della Dea Pierluigi Gollini compiere un’uscita, purtroppo, fatale per la squadra orobica.

E’ chiaro che paragonare l’ex Massimo ad uno dei portieri più forti di sempre come Gollini è una bestemmia calcistica, ma è chiaro che “Gollorius” abbia fatto un gesto tecnico tanto folle quanto fatale per l’andamento del match: al 22′ c’è un lancio lungo per Boga che riesce a sorprendere Hateboer, Gollini sbaglia nettamente il tempo dell’uscita e travolge il francese, e il cartellino rosso è una pura formalità. Alla fine sarà un pareggio tra mille rimpianti, ma quello del numero 95 nerazzurro è stato un grave errore. A fine partite l’estremo difensore si scuserà citando queste parole su Instagram: “Dispiace di aver lasciato la squadra in 10! I ragazzi sono stati comunque grandi e hanno dato tutto. Chiedo scusa ai miei compagni e a tutti i nostri tifosi! Purtroppo anche questi episodi fanno parte del gioco!”. Ora è inutile piangere sul latte versato, occorre riscattarsi subito e pensare al prossimo match.

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