Perugia-Ternana, la morte entra al Curi senza pagare il biglietto

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui
Perugia-Ternana

Perugia-Ternana i calciatori impongono lo stop (foto di Giulio Cardarello)

E’ difficile, e soprattutto ingiusto, trovarsi nella condizione di descrivere la morte di una persona avvenuta in uno Stadio di calcio. Come disse a suo tempo la moglie del povero Vincenzo Paparelli, “se vado ad una corsa di macchine lo metto in conto, ma morire in uno stadio di calcio no“. Eppure è quello che siamo qui a raccontare con l’angoscia e la rabbia di aver assistito, a poche centinaia di metri e con il proprio figlio di 10 anni al seguito, all’accaduto. La fredda cronaca parla di un tifoso del Perugia che perde la vita sugli spalti per un malore, i tifosi tolgono gli striscioni, la partita, prima sospesa per consentire i soccorsi, viene portata a termine con i giocatori che, per i pochi minuti mancanti, fanno una sorta di ‘torello’: è in poche parole quello che è successo ieri allo stadio Renato Curi di Perugia, negli ultimi cinque minuti del derby umbro con la Ternana, terminato 1-1. Con la cornice degna delle grandi occasioni e 13.000 spettatori (953 da Terni) a incitare le due squadre, improvvisamente, intorno al 40° del secondo tempo si è visto un gran via vai di steward, addetti alla sicurezza e personale del 118 a metà della Tribuna Est  che ospita i tifosi del Perugia. Qui sono state prestate le prime cure ad un uomo intorno ai 60 anni, di Gualdo Cattaneo (Perugia), mentre la partita è stata sospesa per agevolare i soccorsi. I tifosi della Curva Nord, quella del tifo caldo del Perugia, sulla base delle voci che già parlavano della morte dello spettatore, hanno cominciato a protestare e hanno tolto gli striscioni. E’ quindi intervenuto il questore di Perugia, Carmelo Gugliotta, stabilendo che non c’erano motivi per interrompere definitivamente il gioco per motivi di ordine pubblico. L’incontro è ripreso e gli ultimi tre minuti sono stati giocati dalle due squadre a ritmi blandi e con una sorta di ‘torello’. “Quello che hanno fatto i giocatori è stato un gesto di civiltà“, ha commentato nel dopo-gara il tecnico della Ternana, Benny Carbone. “Non è facile prendere decisioni simili. I ragazzi in campo sono stati intelligenti“, ha ribadito il presidente del Perugia, Massimiliano Santopadre. I tifosi del Perugia, grati ai giocatori della Ternana per il loro comportamento, li hanno applauditi all’uscita dallo stadio.

Perugia-Ternana, al Renato Curi il pomeriggio di un giorno da cani

Poi ci sono le emozioni, quelle che mi spingono a scrivere questo articolo, un po’ per esorcizzare l’accaduto un po’ con una funzione terapeutica, quella di mettere in fila le sensazioni che si provano in un evento di questo tipo sapendo che non ci saranno mai parole sufficienti per raccontare la fine della vita di un Uomo e cosa raccontare al proprio figlio di 10 anni che vive lo stesso avvenimento con occhi e sentimenti che non sono pronti a capire tutto questo. Partiamo dall’inizio. Come abbiamo avuto il piacere di raccontare 6 mesi fa nel derby di Perugia del 2015-2016 una partita come Perugia-Ternana è la perfetta sintesi di quello che scrive Nick Hornby nell’immenso “Febbre a 9o°” : “Come fai a capire quando mancano tre minuti alla fine .(…..) e ti guardi intorno e vedi tutte quelle facce, migliaia di facce stravolte, tirate per la paura, la speranza, la tensione, tutti completamente persi senza nient’altro nella testa. E poi il fischio dell’arbitro (…) e il fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato un momento cruciale in tutto questo rende la cosa speciale, perché sei stato decisivo come e quanto i giocatori, e se tu non ci fossi stato a chi fregherebbe niente del calcio? E la cosa stupenda è che tutto questo si ripete continuamente, c’è sempre un’altra stagione. Se perdi la finale di coppa in maggio puoi sempre aspettare il terzo turno in gennaio, che male c’è in questo? Anzi, è piuttosto confortante, se ci pensi”. Ed anche oggi fino alle 16:35 del pomeriggio di un giorno da cani è andata così, con gli scossoni di una partita giocata a viso aperto da entrambe le squadre. Subito dopo il fischio di inizio è stata la Ternana di Carbone la prima a cercare il gol con Falletti e Avenatti, mentre il Perugia è cresciuto dopo i primi 30° di gioco con buone conclusioni di Brighi e Del Prete. Nella ripresa al 6° vantaggio del Perugia con un colpo di testa di Bianchi. Immediato l’1-1 Rossoverde siglato da Falletti che dalla distanza ha spiazzato Rosati. Al Perugia che non ha concretizzato buone occasioni, è stato annullato per fuorigioco un gol al 26′.  Poi, all’improvviso, i 4 addetti della Croce Rossa che sedevano proprio accanto a me e mio figlio nella Curva Sud corrono in Tribuna Est richiamati dai colleghi del 118. Un minuto dopo la curva Nord inizia ad applaudire con forza per richiamare l’attenzione di giocatori e arbitro e subito si sparge la voce che sta succedendo qualcosa di grave. Voce purtroppo confermata nel momento in cui gli steward iniziano a sganciare gli striscioni dalla Curva Nord immediatamente seguiti dai tifosi della Ternana in Curva Sud. La festa è finita, la morte è entrata allo stadio senza biglietto e si è presa la vita di un Uomo che, come gli altri 12.999, era andato al “Renato Curi” semplicemente a vedere la partita di calcio della sua squadra. Il resto è il conciliabolo per decidere cosa fare, con i calciatori e i tifosi che come spesso accade sono meno rigidi delle Istituzioni e che, nonostante il nulla osta a proseguire la gara, decidono di decidere che la morte di un Uomo vale davvero di più dell’omologazione della partita, dei diritti televisivi e delle quote delle scommesse e impongono la chiusura anticipata del match. Quello che succede dal 42° al 45° è un grottesco torello di 3 minuti che serve solo a garantire che la gara venga terminata “regolarmente”. I minuti successivi sono il reciproco applauso fra calciatori e opposte tifoserie che hanno dimostrato di essere Uomini e non numeri e il triste rientro a Terni con gli occhi sudati e le mani in tasca.

Perugia-Ternana le foto del Renato Curi

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