Verona-Pescara, la disamina della sconfitta degli abruzzesi

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Pescara ancora sconfitto nel posticipo di ieri sera contro il Verona Hellas. La squadra di Bepi Pillon ha perso per 3-1 contro gli scaligeri, in una sfida tra due squadre tra le più attrezzate del campionato cadetto. Entrambe le compagini venivano da una vittoria, dopo un periodo piuttosto difficile. Il Pescara aveva battuto, nel turno precedente, il Carpi 2-0, mentre il Verona aveva espugnato il campo del Benevento vincendo 1-0.

I gialloblu del pescarese Fabio Grosso si sono confermati, ottenendo un'altra vittoria importante che forse potrebbe farli uscire fuori dalla crisi e salvare la panchina del loro giovane allenatore. Una vittoria maturata già nel primo tempo contro un Pescara che ha di nuovo palesato i limiti che hanno contraddistinto l'ultimo periodo. I biancazzurri, pur creando tante occasioni senza concretizzare, si sono trovati sotto di due gol già a fine primo tempo, con le reti di Danzi al 14' e Di Carmine al 40' su un rigore (per la verità molto dubbio a rivedere l'entità del contatto tra il difensore pescarese Gravillon Zaccagni)

Aldilà di questo episodio, però, il Pescara è mancato fondamentalmente di concentrazione in fase difensiva e concretezza in attacco. Nel primo gol Danzi ha avuto tutto il tempo di coordinarsi per calciare dal limite dell'area senza essere contrastato da nessun giocatore avversario. Un gol che, con un pizzico di agonismo e di attenzione in più, poteva essere evitato. La seconda marcatura del Verona, nata su un calcio di rigore, ha rappresentato la fragilità della retroguardia abruzzese che ha sofferto molto le verticalizzazioni dei centrocampisti del Verona e, in particolare, di Zaccagni che è stato una vera e propria spina nel fianco per la difesa biancazzurra.

La partita eccelsa di Zaccagni è stata anche favorita dalle difficoltà dei tre centrocampisti del Pescara, ossia Brugman, Machin Memushaj, i quali, non essendo degli interditori hanno fatto fatica a contenere l'iniziativa dei loro avversari. Nel mezzo, le tante occasioni sprecate dal tridente d'attacco biancazzurro e, in particolare, da Gaetano Monachello in evidente crisi d'astinenza da gol. L'attaccante di proprietà dell'Atalanta ha sciupato occasioni da gol facilissime e non si capisce perché Pillon abbia dato spazio all'altro centravanti Cocco soltanto nei minuti finali.

Cinque minuti dopo l'inizio del secondo tempo è arrivato anche il terzo gol del Verona con uno sfortunato autogol dell'esperto difensore abruzzese Del Grosso. Un autogol che ha letteralmente tagliato le gambe al Pescara, indirizzando la partita totalmente a favore dei padroni di casa. Unico raggio di sole, il gol segnato da Mancuso al 67'. Un gol che ha dimostrato lo stato di grazia dell'attaccante biancazzurro, ma che non è servito a riaprire la gara. Anzi, gli scaligeri hanno rischiato più volte di segnare il quarto gol, per un passivo che sarebbe stato troppo pesante per la squadra ospite.

È arrivata così, un'altra sconfitta in un campo che storicamente ha dato sempre poche soddisfazioni agli adriatici. Infine, va sottolineato come questa per il Pescara è stata terza sconfitta nelle ultime cinque gare e, altro dato su cui riflettere, i biancazzurri hanno vinto solo una volta in trasferta nelle ultime 9 trasferte tra questo e lo scorso campionato.