Venezia dopo dodici anni in serie B. Superpippo, il presidente Tacopina e una città intera possono festeggiare

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui

Quando Tacopina giunse in laguna, il Venezia aveva appena subito un’altra delusione. Relegato in serie D il progetto del russo Yuri Kolablin non andò a buon punto. Poi Joseph Tacopina fece la sua promessa di portarlo nel calcio che conta. Infatti quella che sembrava quasi un’utopia, ripartendo dalla serie D con una società nuova, dopo le esperienze dei fallimenti del 2005 e del 2009 ed una rosa da rifondare, è invece realtà. Il Venezia “americano”, guidato dal rilanciato Pippo Inzaghi, si è conquistato la serie B, dopo 12 anni. La città lagunare riprende a sognare grande calcio, grazie ad un progetto a stelle e strisce affidato alle mani esperte di un ottimo direttore sportivo, Giorgio Perinetti.
Il primo posto sicuro e la promozione matematica sono arrivati al “Penzo“, con il punto conquistato grazie all’1-1 con il Fano e la contemporanea sconfitta del Parma a Bassano del Grappa 1-0. Con un +12 sui ducali e a 3 giornate dal termine i lagunari sono approdati in serie A. Solo nel 2017 c’era stato il ritorno tra i professionisti, diventato matematico in un freddo pomeriggio primaverile, a Seren del Grappa, ai piedi dei monti Bellunesi, con la squadra affidata prima a Paolo Favoretto e poi a Giancarlo Favarin che aveva portato il Venezia invece in Lega Pro dalla D. Poi in estate, con Favarin già confermato, l’inatteso cambio in panchina con l’arrivo di un Pippo Inzaghi, voglioso di riscatto dopo la prima deludente esperienza con il suo Milan, disposto a ripartire dalla terza serie, sposando la serietà del progetto di Tacopina e Perinetti.
Ora a Inzaghi e al suo Venezia rimane anche la possibilità di vincere la Coppa Italia di Lega Pro con l’andata persa 1-0 a Matera e può sfruttare il ritorno al Penzo. La cavalcata verso la B si è conclusa in casa con il Fano, ma è partita in questo giorone B, considerato da tutti il più complicato dei tre della Lega Pro, per la presenza non solo della super-favorita della vigilia, l’altro neopromossa di lusso Parma, ma anche di altre nobili decadute come Padova e Reggiana, o realtà emergenti come il Bassano e il Pordenone. Il Venezia ha saputo metterle in fila tutte, con un gioco solo a tratti spumeggiante, ma con una solidità e una continuità che nessun’ altra avversaria ha saputo mostrare.
Un mercato importante, con l’arrivo di giocatori di categorie superiore, come Domizzi, Ferrari, Geijo, Bentivoglio e Zampano. Oltre ai vecchi lupi di mare due 23enne interessanti: Davide Marsura e Stefano Moreo nel mirino della Juve il primo, di proprietà dell’Entella il secondo, 23 vittorie, 9 pareggi e 3 sole sconfitte, 55 gol fatti, 26 subiti, dalla 14esima giornata ha preso il primo posto e non lo ha più lasciato.
Dopo il fischio finale nella partita con il Fano tutti in campo al canto di “We are the Champions” e con il lancio di Coriandoli arancio-nero-verdi. Da Lulù Olivera, Boisfer, Maldonado e Rivaldo. a Geijo, Bentivoglio, Marsura e Domizzi. E ora si che la squadra può cantare: “E’ tanto già lo so, che l’anno prossimo, gioco di sabatooooo“. Bentornato Venezia, bentornato SuperPippo.

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