Serie C: oggi assemblea decisiva, ma molti club non vogliono più giocare

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Oggi giovedì 7 maggio per la Serie C è un giorno importante perchè è indetta l’assemblea decisiva che molto probabilmente ratificherà lo stop definitivo dei campionati, va detto che molti club non vogliono più scendere in campo soprattutto perchè non riuscirebbero a rispettare il protocollo stabilito dal Governo.

Serie C, situazione complicata

Bisognerà inoltre decidere come finire la stagione e per questo saranno votate alcune ipotesi come le tre promozioni dirette per le attuali capoliste dei tre gironi (Monza, Vicenza e Reggina), e il criterio per stabile la quarta squadra che salirà in Serie B: si è pensato al sorteggio tra le squadre partecipante ai playoff, ma molte società si sono dette contrarie (in primis il Bari), oppure seguire la direttiva dell’Uefa che ha indicato un criterio meritocratico da stabilire con un coefficiente (media punti/partite giocate) che vedrebbe in testa il Carpi davanti alla Reggiana per un solo millesimo di punto ( i granata due punti in più ma una gara in meno) con quest’ultimi pronti a fare battaglia se questa ipotesi fosse confermata, ma è molto probabile che ogni decisione presa darà il via ai ricorsi anche di altre squadre.

Dunque situazione ingarbugliata di difficile gestione, soprattutto perchè molti club rischiano di fallire e non di prendere parte al prossimo campionato; intanto il presidente Antonio Ghirelli ha bocciato in tronco la notizia che era uscita dove si diceva che la Serie B potrebbe passare ad un torneo con due gironi da 20 squadre nei quali militeranno le società dell’attuale Serie cadetta e 20 della Serie C. La terza serie, infine, non professionistica, sarebbe composta dalle restanti 40 società dell’attuale Serie C più 20 società di Serie D fra le quali le vincitrici dei vari gironi della stagione 2019/2020 più altre ancora da selezionare secondo modalità precise. Queste le parole del numero uno della Lega Pro a riguardo: “Girano fake news da un po’ di ore su una presunta riforma della Serie C: si dice B1 e B2 e poi dilettantismo essendo una persona perbene, rispondo in modo civile: nessuna idea più fantasiosa poteva essere partorita. Non esiste semplicemente. Senza il volere e la decisione dei sessanta presidenti di Serie C non si va da nessuna parte”.

  •   
  •  
  •  
  •