Cerci: “Qualche errore l’ho fatto”

Pubblicato il autore: Mario Nuvoletto Segui


Fin dagli inizi della sua carriera, Alessio Cerci è stato considerato uno dei maggiori talenti del panorama calcistico italiano. L’ Henry di Valmontone, così chiamato per le continue giocate e lampi di genio durante la sua carriera, ha vestito numerose maglie e cavalcato stadi importanti in Serie A e all’estero. Cerci, però, ha visto la sua parabola subire un declino improvviso, passando dalle stelle alle stalle. L’esterno è finito dalla Serie A alla Serie C nel giro di pochissimi anni, dopo aver indossato anche la maglia del Milan e dell’Atletico Madrid in Spagna. Cerci, ora ha 33 anni e riparte dall’Arezzo, in Lega Pro. Il giocatore ha raccontato ai microfoni de Il Corriere Fiorentino il motivo della scelta di ripartire proprio da lì: “Mi sono sentito fortemente voluto  e questo per un calciatore è importante. Credo che le motivazioni siano tutto nella vita e l’Arezzo mi ha fatto credere cose importanti. Ritorno in Toscana dopo la Fiorentina? Una bellissima esperienza con alti e bassi. Un rapporto di odio e amore con i tifosiammette Cerci -, ma alla fine ci siamo capiti”.

Cerci e la caduta

L’esterno del Arezzo, poi, percorre la sua carriera, costellata anche da rimpianti che ha per non aver sfruttato al meglio le occasioni che gli sono capitate, come ad esempio l’opportunità di giocare in un top club come l’Atletico Madrid: “Ero una promessa del calcio italiano? Si, l’ho sempre saputo. Rimpianti ce ne sono. Se a 33 anni sono in serie C vuole dire che qualche errore l’ho fatto, ma ho accettato la sfida perché credo di poter dare ancora molto.  L’unica cosa che non rifarei è andare via da Torino nell’ultimo giorno di mercato. Ma quando succedono quelle cose la responsabilità non è solo del giocatore”.
In tutta la sua carriera, Alessio Cerci, ha collezionato 323 partite, condite da 64 reti. Con il Torino è riuscito ad esprimersi al meglio, riuscendo a segnare ben 21 reti con la maglia granata. Inoltre lui è stato capace di ritagliarsi uno spazio in Nazionale, giocando 14 match, senza però trovare la via del gol.

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