Sabatini confessa: “Astori non mi perdonò il mancato riscatto alla Roma”

Pubblicato il autore: Gabriele Tufano Segui

FLORENCE, ITALY - JANUARY 05: Davide Astori of ACF Fiorentina in action during the serie A match between ACF Fiorentina and FC Internazionale at Stadio Artemio Franchi on January 5, 2018 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
L’ex direttore sportivo della Roma, Walter Sabatini, è tornato a parlare a Il Romanista, quotidiano sportivo interamente dedicato ai giallorossi. Il ds, alla vigilia di Roma-Fiorentina, ha raccontato un toccante retroscena di mercato riguardante l’ex capitano della Fiorentina, Davide Astori, tragicamente scomparso nella notte tra il 3 e il 4 marzo. Come ricorderemo, il difensore si trasferì in giallorosso nell’estate del 2014, quando la Roma lo prelevò dal Cagliari con la formula del prestito oneroso (2 milioni) con diritto di riscatto, in realtà mai esercitato. Astori collezionò con la maglia giallorossa 30 presenze, trovando anche un gol, decisivo, in occasione del match di campionato giocato contro l’Udinese.

Proprio sul mancato acquisto di Astori da parte della Roma, Sabatini ha confessato: “È stato un buonissimo calciatore, certo non un campione ma quelli sono pochi, è stato un difensore importante come dimostrato anche dalla sua carriera con la maglia della Nazionale. A Roma finì subito nel mirino della critica che lo bocciò in un attimo come purtroppo succede un po’ troppo spesso nella Capitale.  Quando seppe che lo voleva la Roma, non ebbe dubbi e la cosa si concluse in un attimo. Era felicissimo quel giorno, tra l’altro avrebbe ritrovato il suo amico e compagno Nainggolan. Non me l’ha mai perdonato il fatto che non lo avevo riscattato per la Roma. Quando glielo dissi ci rimase malissimo. Gli spiegai anche che avevo provato a trattare con il Cagliari per il rinnovo del prestito, ma che non c’era stato niente da fare. Lui voleva rimanere in giallorosso e vide in me la causa della mancata conferma. Ce l’aveva con me. Non gliene ho mai fatto una colpa, io Davide me lo sarei tenuto. Oltre che un ottimo giocatore, era un ragazzo per bene. Fosse rimasto, sono sicuro che avrebbe avuto il tempo e il modo per far ricredere anche una piazza esigente come quella giallorossa”.

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